Traduzione di Paragrafo 4, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Proxima Cornelii Fusci procuratoris auctoritas. Is quoque inclementer in Vitellium invehi solitus nihil spei sibi inter adversa reliquerat. Tampius Flavianus, natura ac senecta cunctator, suspiciones militum inritabat, tamquam adfinitatis cum Vitellio meminisset; idemque, quod coeptante legionum motu profugus, dein sponte remeaverat, perfidiae locum quaesisse credebatur. Nam Flavianum, omissa Pannonia ingressum Italiam et discrimini exemptum, rerum novarum cupido legati nomen resumere et misceri civilibus armis impulerat, suadente Cornelio Fusco, non quia industria Flaviani egebat, sed ut consulare nomen surgentibus cum maxime partibus honesta specie praetenderetur.

Traduzione all'italiano


Dopo di lui veniva, per prestigio, il procuratore Cornelio Fusco. Anche costui, per la frequenza dei suoi duri attacchi contro Vitellio, si era tagliato tutti i ponti in caso di sconfitta. Tampio Flaviano, cauto nelle decisioni per indole e per l’età avanzata, suscitava le diffidenze dei soldati, sospettato di tener sempre presente la sua parentela con Vitellio; e poi la sua fuga ai primi accenni di ribellione delle legioni e il successivo spontaneo ritorno erano intesi come un proposito di tradimento. In realtà Flaviano, dopo aver lasciato la Pannonia per l’Italia, dove stava al sicuro, s’era lasciato portare dal suo gusto per l’avventura politica a riprendersi il titolo di legato e a buttarsi nella guerra civile; e ve lo aveva consigliato Cornelio Fusco, non perché la capacità di iniziativa di Flaviano ne avesse bisogno, ma per conferire autorità, col nome di un ex console, al movimento in favore di Vespasiano, proprio allora al suo avvio.