Traduzione di Paragrafo 35, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Ceterum adsidere sepultae urbis ruinis noxia tabo humus haud diu permisit. Ad tertium lapidem progressi vagos paventisque Vitellianos, sua quemque apud signa, componunt; et victae legiones, ne manente adhuc civili bello ambigue agerent, per Illyricum dispersae. In Britanniam inde et Hispanias nuntios famamque, in Galliam Iulium Calenum tribunum, in Germaniam Alpinium Montanum praefectum cohortis, quod hic Trevir, Calenus Aeduus, uterque Vitelliani fuerant, ostentui misere. Simul transitus Alpium praesidiis occupati, suspecta Germania, tamquam in auxilium Vitellii accingeretur.

Traduzione all'italiano


Ma il terreno ammorbato dal marciume dei cadaveri non consentì una lunga sosta fra le macerie della città sepolta. I vincitori si portano a tre miglia dalla città e riordinano, ciascuno nel proprio reparto, i soldati vitelliani dispersi e impauriti. E per evitare, perdurando le guerre civili, un loro atteggiamento pericolosamente ambiguo, disseminarono le legioni vinte nell’Illirico. In Britannia e nelle Spagne furono spediti dei messi per divulgare i fatti e inviarono, come vivente dimostrazione, in Gallia il tribuno Giulio Caleno, in Germania il prefetto di coorte Alpinio Montano, Treviro questo, ed Eduo l’altro, già Vitelliani entrambi. Intanto presidiano i valichi delle Alpi, per diffidenza verso la Germania, sospettata di accingersi a soccorrere Vitellio.