Traduzione di Paragrafo 29, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Acerrimum tertiae septimaeque legionum certamen; et dux Antonius cum delectis auxiliaribus eodem incubuerat. Obstinatos inter se cum sustinere Vitelliani nequirent et superiacta tela testudine laberentur, ipsam postremo ballistam in subeuntis propulere, quae ut ad praesens disiecit obruitque quos inciderat, ita pinnas ac summa valli ruina sua traxit; simul iuncta turris ictibus saxorum cessit, qua septimani dum nituntur cuneis, tertianus securibus gladiisque portam perfregit. Primum inrupisse C. Volusium tertiae legionis militem inter omnis auctores constat. Is in vallum egressus, deturbatis qui restiterant, conspicuus manu ac voce capta castra conclamavit; ceteri trepidis iam Vitellianis seque e vallo praecipitantibus perrupere. Completur caede quantum inter castra murosque vacui fuit.

Traduzione all'italiano


Con impareggiabile asprezza combatterono le legioni Terza e Settima; e proprio lì Antonio, il comandante, con l’appoggio di reparti ausiliari scelti, aveva concentrato il suo sforzo. Non riuscendo i Vitelliani a fronteggiare la compatta determinatezza dei Flaviani, e scivolando via sulla testuggine ciò che scaricavano contro di loro dall’alto, alla fine rovesciarono addosso agli assalitori anche la catapulta. La quale, se al momento frantumò e seppellì quelli su cui era piombata, trascinò nella sua rovina anche la merlatura e la sommità del trinceramento, mentre una torre contigua rovinava, demolita dal tiro delle pietre. I legionari della Settima premono in formazione di cuneo attraverso la breccia e intanto quelli della Terza sfondano la porta a colpi di scuri e di spade. Il primo a buttarsi all’interno, secondo la concorde testimonianza di tutti gli storici, fu Gaio Volusio, un soldato della Terza legione. Questi, giunto alla sommità del trinceramento, falciati via quanti ancora lì resistevano, ben visibile a tutti coi gesti e con la voce, gridò: “Il campo è preso!”. E mentre i Vitelliani in rotta si precipitavano fuori del trinceramento, irruppero gli altri. Tutto lo spazio fra il campo e le mura non fu che un mucchio di cadaveri.