Traduzione di Paragrafo 24, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Igitur Antonius, ubi noscere suos noscique poterat, alios pudore et probris, multos laude et hortatu, omnis spe promissisque accendens, cur resumpsissent arma, Pannonicas legiones interrogabat: illos esse campos, in quibus abolere labem prioris ignominiae, ubi reciperare gloriam possent. Tum ad Moesicos conversus principes auctoresque belli ciebat: frustra minis et verbis provocatos Vitellianos, si manus eorum oculosque non tolerent. Haec, ut quosque accesserat; plura ad tertianos, veterum recentiumque admonens, ut sub M. Antonio Parthos, sub Corbulone Armenios, nuper Sarmatas pepulissent. Mox infensus praetorianis 'vos' inquit, 'nisi vincitis, pagani, quis alius imperator, quae castra alia excipient? Illic signa armaque vestra sunt, et mors victis; nam ignominiam consumpsistis.' undique clamor, et orientem solem (ita in Syria mos est) tertiani salutavere.

Traduzione all'italiano


Ora che Antonio poteva distinguere i suoi ed essere da loro riconosciuto, gli uni infiammava con aspri richiami al senso dell’onore, molti con lodi e incoraggiamenti, tutti con promesse e speranze; e alle legioni di Pannonia chiedeva perché, dopo essere state vinte, avessero preso le armi: quelli erano i campi in cui potevano lavare la macchia del recente disonore e riconquistare la gloria. Poi, rivolto ai soldati della Mesia, li aizzava quali capi e promotori della guerra: inutilmente avevano sfidato i Vitelliani con parole minacciose, se non sapevano fronteggiare i loro colpi e la loro vista. Così, man mano che accostava i vari reparti; e più a lungo coi soldati della Terza, cui ricordava gesta antiche e recenti, quali agli ordini di Marco Antonio la disfatta dei Parti e sotto Corbulone la vittoria sugli Armeni e di recente sui Sarmati. Poi, sarcastico e aggressivo, rivolto ai pretoriani: “E voi, borghesi, se oggi non vincete, quale altro imperatore vi vorrà, quale altro accampamento vi accoglierà? Dall’altra parte stanno le vostre insegne e le vostre armi, dall’altra parte vi aspetta la morte, se sarete vinti; il disonore l’avete toccato fino in fondo!”. Si leva da ogni parte un clamore immenso: i legionari della Terza, come d’uso in Siria, salutano il sole che sorge.