Traduzione di Paragrafo 16, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Quinta ferme hora diei erat, cum citus eques adventare hostis, praegredi paucos, motum fremitumque late audiri nuntiavit. Dum Antonius quidnam agendum consultat, aviditate navandae operae Arrius Varus cum promptissimis equitum prorupit impulitque Vitellianos modica caede; nam plurium adcursu versa fortuna, et acerrimus quisque sequentium fugae ultimus erat. Nec sponte Antonii properatum, et fore quae acciderant rebatur. Hortatus suos ut magno animo capesserent pugnam, diductis in latera turmis vacuum medio relinquit iter quo Varum equitesque eius reciperet; iussae armari legiones; datum per agros signum ut, qua cuique proximum, omissa praeda proelio occurreret. Pavidus interim Varus turbae suorum miscetur intulitque formidinem. Pulsi cum sauciis integri suomet ipsi metu et angustiis viarum conflictabantur.

Traduzione all'italiano


Era circa l’ora quinta del giorno, quando una staffetta giunta al galoppo riferì che il nemico era nelle vicinanze: lo precedeva una piccola avanguardia, ma tutt’attorno s’udiva il rumore di movimenti di truppe. Mentre Antonio prendeva le decisioni operative, Arrio Varo, impaziente di farsi valere, si lanciò alla carica coi cavalieri più combattivi e costrinse alla ritirata i Vitelliani, infliggendo loro perdite modeste, perché, per l’intervento di forze più consistenti, si rovesciarono le sorti, e adesso i più aggressivi nell’attacco erano gli ultimi nella fuga. A volere quell’attacco precipitoso non era stato Antonio, che si aspettava ciò che sarebbe accaduto. Esorta i suoi ad affrontare con coraggio lo scontro; distende sui lati gli squadroni, lasciando un varco al centro per raccogliervi Varo e i suoi cavalieri; dà l’allarme alle legioni e fa segnalare attraverso i campi che tutti, lasciata la preda, accorrano a combattere per la via più breve. Varo intanto, preso dal panico, riguadagna il grosso dei suoi, trasmettendo loro il proprio spavento. Illesi e feriti indietreggiano assieme, in affanno per la paura e l’angustia dei percorsi.