Traduzione di Paragrafo 85, Libro 1 di Tacito

Versione originale in latino


Et oratio ad perstringendos mulcendosque militum animos et severitatis modus (neque enim in pluris quam in duos animadverti iusserat) grate accepta compositique ad praesens qui coerceri non poterant. Non tamen quies urbi redierat: strepitus telorum et facies belli, [et] militibus ut nihil in commune turbantibus, ita sparsis per domos occulto habitu, et maligna cura in omnis, quos nobilitas aut opes aut aliqua insignis claritudo rumoribus obiecerat: Vitellianos quoque milites venisse in urbem ad studia partium noscenda plerique credebant: unde plena omnia suspicionum et vix secreta domuum sine formidine. Sed plurimum trepidationis in publico, ut quemque nuntium fama attulisset, animum vultumque conversis, ne diffidere dubiis ac parum gaudere prosperis viderentur. Coacto vero in curiam senatu arduus rerum omnium modus, ne contumax silentium, ne suspecta libertas; et privato Othoni nuper atque eadem dicenti nota adulatio. Igitur versare sententias et huc atque illuc torquere, hostem et parricidam Vitellium vocantes, providentissimus quisque vulgaribus conviciis, quidam vera probra iacere, in clamore tamen et ubi plurimae voces, aut tumultu verborum sibi ipsi obstrepentes.

Traduzione all'italiano


Il discorso, a mezzo tra il rimprovero e la lusinga, riscosse favore, come pure la contenuta severità: non più di due, così volle, furono i puniti; sicché Otone ridusse alla calma quanti non poteva costringere all'ordine. Tuttavia la tranquillità non era tornata a Roma: rumore d'armi ovunque, in un'atmosfera di guerra; non più assembramenti di militari in piazza a provocare disordini, ma soldati infiltrati, travestiti, spiavano, nelle case private, quanti o la nobiltà o la ricchezza o un qualche motivo di prestigio e notorietà esponeva alle chiacchiere della strada. E aveva credito la voce di soldati vitelliani giunti a Roma a verificare le simpatie di cui godevano. Sicché a tutti si appiccava il sospetto e a stento l'intimità della casa si salvava dalla paura. Ma sopra tutto colpiva, nelle strade, lo smarrimento. Qualsiasi notizia arrivasse, la gente controllava le reazioni dell'animo e del volto per non farsi vedere scoraggiata, se brutte, o troppo festosa, se buone. Ardua impresa poi per il senato, convocato nella curia, trovare il tono giusto, tra un silenzio insolente e una franchezza sospetta; tanto più che a Otone, privato cittadino fino a poc'anzi, era ben noto, per averlo sperimentato, il linguaggio dell'adulazione. Perciò, poiché si doveva dichiarare Vitellio nemico e traditore della patria, si accavallavano pareri ed emendamenti di ogni tipo: i più cauti si contentavano di attacchi banali, altri lanciavano pesanti e fondate accuse, però quando tanti parlavano e in mezzo al vociare, oppure coprendo essi stessi la propria voce nella confusione degli interventi.