Traduzione di Paragrafo 80, Libro 1 di Tacito

Versione originale in latino


Parvo interim initio, unde nihil timebatur, orta seditio prope urbi excidio fuit. Septimam decimam cohortem e colonia Ostiensi in urbem acciri Otho iusserat; armandae eius cura Vario Crispino tribuno e praetorianis data. Is quo magis vacuus quietis castris iussa exequeretur, vehicula cohortis incipiente nocte onerari aperto armamentario iubet. Tempus in suspicionem, causa in crimen, adfectatio quietis in tumultum evaluit, et visa inter temulentos arma cupidinem sui movere. Fremit miles et tribunos centurionesque proditionis arguit, tamquam familiae senatorum ad perniciem Othonis armarentur, pars ignari et vino graves, pessimus quisque in occasionem praedarum, vulgus, ut mos est, cuiuscumque motus novi cupidum; et obsequia meliorum nox abstulerat. Resistentem seditioni tribunum et severissimos centurionum obtruncant; rapta arma, nudari gladii; insidentes equis urbem ac Palatium petunt.

Traduzione all'italiano


Frattanto da un incidente irrilevante, con non prevedibili complicazioni, ebbe origine una rivolta, che per poco non portò Roma sull'orlo del disastro. Otone aveva dato ordine di richiamare a Roma la Diciassettesima coorte dalla colonia di Ostia e l'incarico di equipaggiarla per la guerra venne affidato al tribuno dei pretoriani Vario Crispino. Questi, per poter eseguire il suo mandato senza impicci, nel campo tranquillo, impartisce l'ordine di aprire l'armeria e caricare i carriaggi sul far della notte. Il momento scelto si tradusse in sospetto, la motivazione in accusa, la ricerca di calma in disordine: la vista delle armi scatenò tra quei soldati imbottiti di vino la voglia di impugnarle. Rumoreggiano i soldati e accusano di tradimento tribuni e centurioni, addebitando loro l'intenzione di armare contro Otone gli schiavi dei senatori: alcuni parlavano per ignoranza o sotto l'effetto del vino, i peggiori perché in cerca di un'occasione di rapina, la massa, come sempre, perché smaniosa di avventure e di torbidi; inoltre, di notte, nessun peso ha il senso di disciplina dei migliori. I soldati ammazzano il tribuno Crispino, che cercava di opporsi alla rivolta, e con lui i centurioni più intransigenti. Afferrano le armi, snudano le spade e, balzati a cavallo, puntano su Roma, a Palazzo.