Traduzione di Paragrafo 74, Libro 1 di Tacito

Versione originale in latino


Crebrae interim et muliebribus blandimentis infectae ab Othone ad Vitellium epistulae offerebant pecuniam et gratiam et quemcumque [e] quietis prodigae vitae legisset. Paria Vitellius ostentabat, primo mollius, stulta utrimque et indecora simulatione, mox quasi rixantes stupra ac flagitia in vicem obiectavere, neuter falso. Otho, revocatis quos Galba miserat legatis, rursus ad utrumque Germanicum exercitum et ad legionem Italicam easque quae Lugduni agebant copias specie senatus misit. Legati apud Vitellium remansere, promptius quam ut retenti viderentur; praetoriani, quos per simulationem officii legatis Otho adiunxerat, remissi antequam legionibus miscerentur. Addidit epistulas Fabius Valens nomine Germanici exercitus ad praetorias et urbanas cohortis de viribus partium magnificas et concordiam offerentis; increpabat ultro quod tanto ante traditum Vitellio imperium ad Othonem vertissent.

Traduzione all'italiano


Piovevano intanto lettere di Otone a Vitellio, fradice di lusinghe quali ci si aspetta da una donna: offrivano denaro, favori e gli si metteva a disposizione uno dei posti tranquilli, adatti per una vita dissoluta, quello che preferiva. Vantaggi simili gli faceva balenare Vitellio. Dal tono iniziale blandamente accattivante, giocando entrambi a una stupida e indecorosa finzione, passarono, come in una rissa, a rinfacciarsi a vicenda le proprie sconcezze e vergogne. E nessuno diceva il falso. A questo punto Otone, richiamata la delegazione inviata da Galba, ne mandò un'altra ai due eserciti in Germania, alla legione Italica e alle truppe di stanza a Lione, facendo apparire l'iniziativa come opera del senato. Ma la prontezza dimostrata dagli inviati nel rimanere presso Vitellio era troppa perché potessero apparire trattenuti; invece i pretoriani, che Otone aveva aggregato alla delegazione col falso pretesto della scorta d'onore, vennero rimandati indietro prima che avessero contatti con le legioni. Fabio Valente consegnò a essi, a nome dell'esercito di Germania, dei messaggi indirizzati alle coorti pretorie e urbane, esaltanti la forza dell'esercito di Vitellio e contenenti offerte di pace; peraltro rimproverava loro di aver rimesso nelle mani di Otone l'impero già da tanto tempo assegnato a Vitellio.