Traduzione di Paragrafo 60, Libro 1 di Tacito

Versione originale in latino


Praeerat Trebellius Maximus, per avaritiam ac sordis contemptus exercitui invisusque. Accendebat odium eius Roscius Coelius legatus vicensimae legionis, olim discors, sed occasione civilium armorum atrocius proruperant. Trebellius seditionem et confusum ordinem disciplinae Coelio, spoliatas et inopes legiones Coelius Trebellio obiectabat, cum interim foedis legatorum certaminibus modestia exercitus corrupta eoque discordiae ventum ut auxiliarium quoque militum conviciis proturbatus et adgregantibus se Coelio cohortibus alisque desertus Trebellius ad Vitellium perfugerit. Quies provinciae quamquam remoto consulari mansit: rexere legati legionum, pares iure, Coelius audendo potentior.

Traduzione all'italiano


Governava quest'ultima Trebellio Massimo, disprezzato e avversato dall'esercito per la sua miserabile avidità. Rinfocolava l'odio verso di lui Roscio Celio, legato della Ventesima legione, da tempo in disaccordo con lui; e ora, nel contesto delle guerre civili, la loro avversione era esplosa con maggiore violenza. Trebellio rinfaccia a Celio l'insubordinazione e il conseguente sovvertimento della disciplina; Celio obiettava a Trebellio di aver spogliato e ridotto alla miseria le legioni. Il risultato di questo vergognoso conflitto fra i capi era che il senso di disciplina dell'esercito andava in frantumi; finché la discordia si inasprì al punto che Trebellio, coperto di insulti anche da parte degli ausiliari e abbandonato dalle coorti e dai reparti di cavalleria che si raccoglievano attorno a Celio, cercò rifugio presso Vitellio. La partenza del legato consolare non compromise la tranquillità della provincia: ne ressero le sorti i comandanti delle legioni: avevano parità di diritto, ma l'audacia conferiva a Celio maggiore potere.