Traduzione di Paragrafo 42, Libro 1 di Tacito

Versione originale in latino


Titum inde Vinium invasere, de quo et ipso ambigitur consumpseritne vocem eius instans metus, an proclamaverit non esse ab Othone mandatum ut occideretur. Quod seu finxit formidine seu conscientiam coniurationis confessus est, huc potius eius vita famaque inclinat, ut conscius sceleris fuerit cuius causa erat. Ante aedem divi Iulii iacuit primo ictu in poplitem, mox ab Iulio Caro legionario milite in utrumque latus transverberatus.

Traduzione all'italiano


Si scagliarono poi su Tito Vinio. Anche per lui si discute se, al sentirsi la morte addosso, gli siano rimaste le parole in gola, o se abbia gridato che non era possibile che Otone avesse dato ordine di ucciderlo. Fu una menzogna dettata dalla paura o l'ammissione della sua complicità nella congiura? La sua vita e la fama che aveva indurrebbero a credere che fu complice d'un delitto, di cui era la causa. Cadde davanti al tempio del divo Giulio, abbattuto da un primo colpo al polpaccio e poi passato da parte a parte per mano del legionario Giulio Caro.