Traduzione di Paragrafo 34, Libro 1 di Tacito

Versione originale in latino


Nec diutius Galba cunctatus speciosiora suadentibus accessit. Praemissus tamen in castra Piso, ut iuvenis magno nomine, recenti favore et infensus Tito Vinio, seu quia erat seu quia irati ita volebant: et facilius de odio creditur. Vixdum egresso Pisone occisum in castris Othonem vagus primum et incertus rumor: mox, ut in magnis mendaciis, interfuisse se quidam et vidisse adfirmabant, credula fama inter gaudentis et incuriosos. Multi arbitrabantur compositum auctumque rumorem mixtis iam Othonianis, qui ad evocandum Galbam laeta falso vulgaverint.

Traduzione all'italiano


Cessò di esitare Galba, allineandosi con chi gli suggeriva la condotta di più vistoso effetto. Pisone doveva però precederlo alla caserma pretoriana: si puntava sul fatto ch'era giovane e sul suo nome famoso, sul fatto che da poco godeva il favore di Galba e sulla sua avversione per Tito Vinio. Questa forse era reale, forse per tale la spacciavano gli avversari di Vinio: e all'esistenza di questo odio è più facile credere. Era appena uscito Pisone, quando si sparse la voce, vaga e incontrollata dapprima, che Otone era stato ucciso nella caserma; poi, tipico delle grandi imposture, compare chi afferma di aver assistito e visto: notizia facilmente accolta da chi ne gioiva e dagli indifferenti. Molti hanno pensato a una voce inventata e accreditata dai sostenitori di Otone che, mescolati alla folla, facevano circolare false notizie favorevoli a Galba per farlo uscire allo scoperto.