Traduzione di Paragrafo 23, Libro 1 di Tacito

Versione originale in latino


Sed sceleris cogitatio incertum an repens: studia militum iam pridem spe successionis aut paratu facinoris adfectaverat, in itinere, in agmine, in stationibus vetustissimum quemque militum nomine vocans ac memoria Neroniani comitatus contubernalis appellando; alios agnoscere, quosdam requirere et pecunia aut gratia iuvare, inserendo saepius querelas et ambiguos de Galba sermones quaeque alia turbamenta vulgi. Labores itinerum, inopia commeatuum, duritia imperii atrocius accipiebantur, cum Campaniae lacus et Achaiae urbes classibus adire soliti Pyrenaeum et Alpes et immensa viarum spatia aegre sub armis eniterentur.

Traduzione all'italiano


Se poi l'idea del delitto fosse sorta d'un tratto, nessuno può dirlo. Da tempo comunque Otone, o nella speranza della successione oppure per preparare il suo crimine, aveva sollecitato le simpatie dell'esercito: in viaggio, durante le marce, nelle guarnigioni, chiamava i più vecchi soldati per nome, aggiungendovi un "commilitone", in ricordo di quando, insieme, scortavano Nerone; alcuni li riconosceva personalmente, di altri si informava, li aiutava con denaro o con la sua influenza, lasciando cadere non di rado, tra le parole, qualche lagnanza, qualche frase ambigua su Galba e quanto basta a eccitare la massa dei soldati. Dure erano le reazioni alle marce disagevoli, al cibo scarso, alla ferrea disciplina, in chi, abituato ai trasferimenti per nave sui laghi della Campania o nelle città dell'Acaia, sudava fatica sotto il peso delle armi, su per i valichi pirenaici o alpini o lungo strade interminabili.