Traduzione di Paragrafo 14, Libro 1 di Tacito

Versione originale in latino


Sed Galba post nuntios Germanicae seditionis, quamquam nihil adhuc de Vitellio certum, anxius quonam exercituum vis erumperet, ne urbano quidem militi confisus, quod remedium unicum rebatur, comitia imperii transigit; adhibitoque super Vinium ac Laconem Mario Celso consule designato ac Ducenio Gemino praefecto urbis, pauca praefatus de sua senectute, Pisonem Licinianum accersiri iubet, seu propria electione sive, ut quidam crediderunt, Lacone instante, cui apud Rubellium Plautum exercita cum Pisone amicitia; sed callide ut ignotum fovebat, et prospera de Pisone fama consilio eius fidem addiderat. Piso M. Crasso et Scribonia genitus, nobilis utrimque, vultu habituque moris antiqui et aestimatione recta severus, deterius interpretantibus tristior habebatur: ea pars morum eius quo suspectior sollicitis adoptanti placebat.

Traduzione all'italiano


Intanto Galba, alla notizia della rivolta in Germania, pur nella vaghezza dei rapporti su Vitellio, preoccupato di capire da che parte si sarebbe scatenata la violenza degli eserciti e non sentendosi neppure sicuro della guarnigione di Roma, si aggrappa a quello che giudicava l'unico rimedio: convoca i comizi imperiali. Fa venire oltre a Vinio e Lacone, il console designato Mario Celso e il prefetto della città Ducenio Gemino; dopo un preambolo con brevi considerazioni sulla sua età avanzata, ordina che si mandi a chiamare Pisone Liciniano; e ciò, o per decisione autonoma, o, come altri crede, dietro pressione di Lacone, che s'era fatto amico di Pisone in casa di Rubellio Plauto e che ora astutamente appoggiava, fingendo di non conoscere la persona e motivando il suo parere con la fama lusinghiera di cui quello godeva. Pisone, nato da Marco Crasso e da Scribonia, nobile per parte di entrambi, appariva nel volto e nel portamento un uomo all'antica: severo, a una giusta valutazione, ma tendenzialmente rigido, a una lettura peggiorativa. Del suo carattere, questo era l'aspetto più caro all'adottante Galba, proprio perché capace di impensierire gli scontenti e gli inquieti.