Traduzione di Paragrafo 11, Libro 1 di Tacito

Versione originale in latino


Aegyptum copiasque, quibus coerceretur, iam inde a divo Augusto equites Romani obtinent loco regum: ita visum expedire, provinciam aditu difficilem, annonae fecundam, superstitione ac lascivia discordem et mobilem, insciam legum, ignaram magistratuum, domi retinere. Regebat tum Tiberius Alexander, eiusdem nationis. Africa ac legiones in ea interfecto Clodio Macro contenta qualicumque principe post experimentum domini minoris. Duae Mauretaniae, Raetia, Noricum, Thraecia et quae aliae procuratoribus cohibentur, ut cuique exercitui vicinae, ita in favorem aut odium contactu valentiorum agebantur. Inermes provinciae atque ipsa in primis Italia, cuicumque servitio exposita, in pretium belli cessurae erant. Hic fuit rerum Romanarum status, cum Servius Galba iterum Titus Vinius consules inchoavere annum sibi ultimum, rei publicae prope supremum.

Traduzione all'italiano


Il controllo dell'Egitto e delle truppe relative spetta sin dai tempi del divo Augusto ai cavalieri romani con funzioni di viceré: parve questa la scelta migliore per tenere legata alla casa imperiale quella provincia raggiungibile con difficoltà, ricca di grano, soggetta a esplosioni di lotte interne per fanatismo religioso, all'oscuro di leggi e inesperta di magistrature romane. La governava allora Tiberio Alessandro, un indigeno. Con l'assassinio di Clodio Macro, l'Africa e le sue legioni, dopo l'esperienza di quel despota di secondo piano, sarebbero state contente di un capo qualsiasi. Le due Mauritanie, la Rezia, il Norico, la Tracia e le altre province sotto il controllo di procuratori esprimevano sostegno o avversione a Galba in ragione dell'esercito più vicino, subendo l'influenza del più forte. Per le province prive di guarnigione - con l'Italia in prima fila - esposte al volere del primo occupante, si profilava il destino di essere preda di guerra. Questa la situazione dell'impero romano, quando i consoli Servio Galba, al suo secondo consolato, e Tito Vinio inaugurarono l'anno che sarebbe stato l'ultimo della loro vita e rischiò di essere quello della conclusione definitiva dello stato.