Traduzione di Paragrafo 42, Libro 6 di Tacito

Versione originale in latino


Plurimum adulationis Seleucenses induere, civitas potens, saepta muris neque in barbarum corrupta sed conditoris Seleuci retinens. Trecenti opibus aut sapientia delecti ut senatus, sua populo vis. Et quoties concordes agunt, spernitur Parthus: ubi dissensere, dum sibi quisque contra aemulos subsidium vocant, accitus in partem adversum omnis valescit. Id nuper acciderat Artabano regnante, qui plebem primoribus tradidit ex suo usu: nam populi imperium iuxta libertatem, paucorum dominatio regiae libidini propior est. Tum adventantem Tiridaten extollunt veterum regum honoribus et quos recens aetas largius invenit; simul probra in Artabanum fundebant, materna origine Arsaciden, cetera degenerem. Tiridates rem Seleucensem populo permittit. Mox consultans quonam die sollemnia regni capesseret, litteras Phraatis et Hieronis qui validissimas praefecturas obtinebant accipit, brevem moram precantium. Placitumque opperiri viros praepollentis, atque interim Ctesiphon sedes imperii petita: sed ubi diem ex die prolatabant, multis coram et adprobantibus Surena patrio more Tiridaten insigni regio evinxit.

Traduzione all'italiano


Vistosissima fu l'adulazione espressa dagli abitanti di Seleucia, città potente, cinta da mura e non contaminata da usanze barbariche, ma con vivi i caratteri impressi da Seleuco, suo fondatore. In essa, trecento cittadini, scelti per censo e autorevolezza, costituiscono il senato, mentre il popolo ha una sua parte di influenza. Nei casi di concordia politica, si disinteressano dei Parti; nei momenti di conflitto invece, quando tutti cercavano aiuto contro i rivali, i Parti, chiamati contro una fazione politica, fanno pesare il loro potere su tutti. Ciò era da poco accaduto sotto il regno di Artabano, il quale, per il proprio vantaggio, aveva sottomesso il popolo ai maggiorenti. La democrazia infatti è contigua alla libertà; la dominazione di pochi è più prossima all'assolutismo regio. In quell'occasione, i Seleucensi, all'arrivo di Tiridate, gli riservano gli onori destinati ai re del passato e le manifestazioni più solenni inventate nei tempi recenti, mentre riversano insulti contro Artabano, ricordando che era arsacide solo per parte di madre e degenere per il resto. Tiridate affida il governo di Seleucia al popolo. Successivamente - stava valutando quale giorno fissare per la cerimonia dell'incoronazione - riceve da Fraate e Ierone, governatori delle più importanti province, un messaggio contenente la richiesta di una breve dilazione. Decise di attendere quei personaggi tanto potenti e nel frattempo si portò a Ctesifonte, sede dell'impero. Ma poiché le dilazioni si protraevano giorno dopo giorno, il surena, di fronte a una grande folla osannante, lo cinse, secondo la tradizione patria, con le insegne regali.