Traduzione di Paragrafo 41, Libro 6 di Tacito

Versione originale in latino


Per idem tempus Clitarum natio Cappadoci Archelao subiecta, quia nostrum in modum deferre census, pati tributa adigebatur, in iuga Tauri montis abscessit locorumque ingenio sese contra imbellis regis copias tutabatur, donec M. Trebellius legatus, a Vitellio praeside Syriae cum quattuor milibus legionariorum et delectis auxiliis missus, duos collis quos barbari insederant (minori Cadra, alteri Davara nomen est) operibus circumdedit et erumpere ausos ferro, ceteros siti ad deditionem coegit. At Tiridates volentibus Parthis Nicephorium et Anthemusiada ceterasque urbes, quae Macedonibus sitae Graeca vocabula usurpant, Halumque et Artemitam Parthica oppida recepit, certantibus gaudio qui Artabanum Scythas inter eductum ob saevitiam execrati come Tiridatis ingenium Romanas per artes sperabant.

Traduzione all'italiano


In quel torno di tempo, la tribù dei Cieti, soggetta ad Archelao di Cappadocia, vedendosi costretta, in conformità all'uso romano, a denunciare le proprietà e a pagare i tributi, si ritirò sulla catena del Tauro, dove, per la nativa conoscenza del posto, si sentivano protetti contro le imbelli truppe del re, finché il legato Marco Trebellio, là inviato dal governatore della Siria, Vitellio, con quattromila legionari e ausiliari scelti, circondò con opere di assedio i due colli (chiamati Cadra il più piccolo, Davara l'altro) su cui si erano insediati i barbari, costringendo con le armi alla resa quanti osarono attaccare, per sete gli altri. Intanto Tiridate, col consenso dei Parti, prese possesso di Niceforio e Antemusiade e di tutte le altre città che, fondate dai Macedoni, mantengono nomi greci, nonché delle città partiche di Alo e Artemita: era una gara di entusiasmo tra quanti esecravano per la sua ferocia Artabano, educato tra gli Sciti, ed erano invece pieni di speranze nella natura di Tiridate, ammansita dall'educazione romana.