Traduzione di Paragrafo 39, Libro 6 di Tacito

Versione originale in latino


Nec dispares Trebelleni Rufi et Sextii Paconiani exitus: nam Trebellenus sua manu cecidit, Paconianus in carcere ob carmina illic in principem factitata strangulatus est. Haec Tiberius non mari, ut olim, divisus neque per longinquos nuntios accipiebat, sed urbem iuxta, eodem ut die vel noctis interiectu litteris consulum rescriberet, quasi aspiciens undantem per domos sanguinem aut manus carnificum. Fine anni Poppaeus Sabinus concessit vita, modicus originis, principum amicitia consulatum ac triumphale decus adeptus maximisque provinciis per quattuor et viginti annos impositus, nullam ob eximiam artem sed quod par negotiis neque supra erat.

Traduzione all'italiano


Non dissimili le morti di Trebellieno Rufo e di Sestio Paconiano: Trebelleno infatti si uccise e Paconiano fu strangolato in carcere, dove già si trovava per satire scritte contro il principe. Tiberio non riceveva più queste notizie, come una volta, segregato dal mare né attraverso corrieri partiti da lontano, ma, stanziato nei pressi di Roma, rispondeva ai dispacci dei consoli nel corso della stessa giornata o a distanza di una notte; poteva, per così dire, vedere l'onda di sangue dilagante per le case e le mani dei carnefici all'opera. Perse la vita, alla fine dell'anno, Poppeo Sabino, salito da modeste origini, per l'amicizia dei principi, agli onori del consolato e del trionfo e messo al governo, per ventiquattro anni, delle più importanti province, non per qualità eccezionali, ma perché all'altezza dei compiti, anche se nulla più.