Traduzione di Paragrafo 34, Libro 6 di Tacito

Versione originale in latino


Interim Oroden sociorum inopem auctus auxilio Pharasmanes vocare ad pugnam et detrectantem incessere, adequitare castris, infensare pabula; ac saepe modum obsidii stationibus cingebat, donec Parthi contumeliarum insolentes circumsisterent regem poscerent proelium. Atque illis sola in equite vis: Pharasmanes et pedite valebat. Nam Hiberi Albanique saltuosos locos incolentes duritiae patientiaeque magis insuevere; feruntque se Thessalis ortos, qua tempestate Iaso post avectam Medeam genitosque ex ea liberos inanem mox regiam Aeetae vacuosque Colchos repetivit. Multaque de nomine eius et oraclum Phrixi celebrant; nec quisquam ariete sacrificaverit, credito vexisse Phrixum, sive id animal seu navis insigne fuit. Ceterum derecta utrimque acie Parthus imperium Orientis, claritudinem Arsacidarum contraque ignobilem Hiberum mercennario milite disserebat; Pharasmanes integros semet a Parthico dominatu, quanto maiora peterent, plus decoris victores aut, si terga darent, flagitii atque periculi laturos; simul horridam suorum aciem, picta auro Medorum agmina, hinc viros, inde praedam ostendere.

Traduzione all'italiano


Farasmane intanto, ricevuti rinforzi, cerca di provocare a battaglia Orode, privo di sostegno alleato e, di fronte al suo disimpegno, lo incalza; lancia cariche attorno al campo, disturbando il foraggiamento; varie volte lo circonda con gruppi armati, in una sorta di assedio, finché i Parti, insofferenti alle provocazioni, premono sul re chiedendo lo scontro. Unico punto di forza era per i Parti la cavalleria; Farasmane poteva contare anche sui fanti. Iberi e Albani, abitando zone montuose, sono più addestrati a una vita dura e di fatica. Si dicono discendenti dai Tessali, al tempo in cui Giasone, rapita Medea e avuti figli da lei, era poi ritornato nella reggia di Eeta, allora vuota, e dai Colchi rimasti senza re. Molte sono le cerimonie per celebrare, dal nome di lui, anche l'oracolo di Frisso; ma è inammissibile il sacrificio di un ariete, cui si attribuisce il merito di aver trasportato Frisso, sia che la parola designi l'animale o la polena di una nave. Per tornare ai fatti, si fronteggiarono, schierati, i due eserciti. Il Parto esaltava l'impero d'Oriente, la fama degli Arsacidi contrapposta agli Iberi senza gloria, nient'altro che soldati mercenari; Farasmane ricordava che essi non s'erano mai piegati al dominio dei Barti e che ora, quanto più in alto miravano, tanto più onore avrebbero riportato vincendo, oppure, se fuggivano, vergogna e pericoli moltiplicati; intanto additava le schiere dei suoi, irte di ferro, e dall'altro le truppe dei Medi, rilucenti d'oro: di qui uomini, di là preda.