Traduzione di Paragrafo 33, Libro 6 di Tacito

Versione originale in latino


At ex regulis prior Mithridates Pharasmanem perpulit dolo et vi conatus suos iuvare, repertique corruptores ministros Arsacis multo auro ad scelus cogunt; simul Hiberi magnis copiis Armeniam inrumpunt et urbe Artaxata potiuntur. Quae postquam Artabano cognita, filium Oroden ultorem parat; dat Parthorum copias, mittit qui auxilia mercede facerent: contra Pharasmanes adiungere Albanos, accire Sarmatas, quorum sceptuchi utrimque donis acceptis more gentico diversa induere. Sed Hiberi locorum potentes Caspia via Sarmatam in Armenios raptim effundunt. At qui Parthis adventabant, facile arcebantur, cum alios incessus hostis clausisset, unum reliquum mare inter et extremos Albanorum montis aestas impediret, quia flatibus etesiarum implentur vada: hibernus auster revolvit fluctus pulsoque introrsus freto brevia litorum nudantur.

Traduzione all'italiano


Mitridate, per primo fra quei piccoli dinasti, giocando di forza e d'astuzia, indusse Farasmane a schierarsi dalla sua parte. Si trovarono persone abili nel corrompere, che, con molto oro, indussero i servi di Arsace al delitto. Poi gli Iberi, in forze, irrompono in Armenia e conquistano la città di Artassata. Avutane notizia, Artabano affida la vendetta al figlio Orode: gli dà truppe di Parti... e organizza, attraverso emissari, la raccolta di truppe mercenarie. Dall'altra parte, Farasmane si assicura l'appoggio degli Albani e chiede l'intervento dei Sarmati, ma i loro "sceptuchi", accettati doni da una parte e dall'altra, si schierarono, secondo una pratica loro tradizionale, chi da un parte, chi dall'altra. Gli Iberi, che controllavano i punti strategici, fanno dilagare rapidamente, attraverso la gola del Caspio, i Sarmati contro gli Armeni. Chi invece accorreva per unirsi ai Parti, viene facilmente bloccato, perché il nemico aveva chiuso gli altri passi, mentre l'unica via rimasta aperta, tra il mare e le estreme propaggini dei monti degli Albani, era impraticabile d'estate, perché, sotto il soffio dei venti etesii, le onde sommergono il litorale; d'inverno, invece, l'austro ricaccia indietro le onde verso il mare e, quando l'acqua è respinta all'interno, resta scoperto lungo la costa un breve passaggio.