Traduzione di Paragrafo 13, Libro 6 di Tacito

Versione originale in latino


Isdem consulibus gravitate annonae iuxta seditionem ventum multaque et pluris per dies in theatro licentius efflagitata quam solitum adversum imperatorem. Quis commotus incusavit magistratus patresque quod non publica auctoritate populum coercuissent addiditque quibus ex provinciis et quanto maiorem quam Augustus rei frumentariae copiam advectaret. Ita castigandae plebi compositum senatus consultum prisca severitate neque segnius consules edixere. Silentium ipsius non civile, ut crediderat, sed in superbiam accipiebatur.

Traduzione all'italiano


Nel corso dello stesso anno, si sfiorò, per una grave carestia, la rivolta e per più giorni in teatro si levarono molte richieste e proteste contro l'imperatore con toni di inusitata violenza. Tiberio, scosso, accusò magistrati e senatori di non aver impedito le manifestazioni popolari con la pubblica autorità; poi aggiunse anche l'elenco delle province da cui si importava il grano e la quantità, tanto superiore a quella di Augusto. Così, per punire la plebe, venne redatto un senatoconsulto ispirato all'antica severità e l'editto dei consoli fu altrettanto duro. Il silenzio di Tiberio venne inteso non già, secondo le sue attese, come segno di tolleranza democratica, bensì di disprezzo.