Traduzione di Paragrafo 20 - Matrimonio di Caligola, Libro 6 di Tacito

Versione originale in latino


Sub idem tempus G. Caesar, discedenti Capreas avo comes, Claudiam, M. Silani filiam, coniugio accepit, immanem animum subdola modestia tegens, non damnatione matris, non exitio fratrum rupta voce; qualem diem Tiberius induisset, pari habitu, haud multum distantibus verbis. Unde mox scitum Passieni oratoris dictum percrebuit neque meliorem umquam servum neque deteriorem dominum fuisse. Non omiserim praesagium Tiberii de Servio Galba tum consule; quem accitum et diversis sermonibus pertemptatum postremo Graecis verbis in hanc sententiam adlocutus 'et tu, Galba, quandoque degustabis imperium,' seram ac brevem potentiam significans, scientia Chaldaeorum artis, cuius apiscendae otium apud Rhodum, magistrum Thrasullum habuit, peritiam eius hoc modo expertus.

Traduzione all'italiano


Durante lo stesso periodo Caio Cesare, compagno del nonno che partiva per Capri, prese in moglie Claudia, figlia di Silano, nascondendo un animo crudele con scaltra modestia, non avendo fiatato né alla condanna della madre né dell'uccisione dei fratelli, Tiberio si era mostrato in un giorno con lo stesso aspetto, ma con parole molto diverse. Dove subito divenne assai noto il detto dell'oratore Passieno, e che non sia stato mai né un servo buono né un padrone pessimo. Non potrei tacere una profezia di Tiberio su Servio Galba, allora console. L'aveva fatto chiamare e, sondatolo con vari discorsi, alla fine uscì con la seguente frase, in greco: "Anche tu, Galba, un giorno o l'altro proverai il gusto del potere", alludendo alla sua potenza tarda e breve, e ciò grazie alle arti divinatorie dei Caldei, apprese a Rodi, quando disponeva di tanto tempo libero e del maestro Trasillo, la cui competenza egli aveva messo alla prova nel modo seguente.

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