Traduzione di Paragrafo 5, Libro 5 di Tacito

Versione originale in latino


Igitur Caesar repetitis adversum nepotem et nurum probris increpitaque per edictum plebe, questus apud patres quod fraude unius senatoris imperatoria maiestas elusa publice foret, integra tamen sibi cuncta postulavit. Nec ultra deliberatum quo minus non quidem extrema decernerent (id enim vetitum), sed paratos ad ultionem vi principis impediri testarentur [...]

Traduzione all'italiano


Cesare dunque rinnovò gli attacchi contro il nipote e la nuora e, ripresa duramente la plebe con un editto, si lagnò coi senatori che fosse stata publicamente irrisa la maestà dell'imperatore, per l'inganno di uno solo di loro. Avocò dunque a sé la risoluzione di ogni problema. L'ultima decisione presa dal senato fu che, se non deliberavano pene estreme, era per il divieto posto dall'imperatore, ma attestavano la loro disponibilità alla vendetta, da cui si sentivano impediti solo dall'autorità vincolante del principe [...]