Traduzione di Paragrafo 74, Libro 4 di Tacito

Versione originale in latino


Clarum inde inter Germanos Frisium nomen, dissimulante Tiberio damna ne cui bellum permitteret. Neque senatus in eo cura an imperii extrema dehonestarentur: pavor internus occupaverat animos cui remedium adulatione quaerebatur. Ita quamquam diversis super rebus consulerentur, aram clementiae, aram amicitiae effigiesque circum Caesaris ac Seiani censuere crebrisque precibus efflagitabant visendi sui copiam facerent. Non illi tamen in urbem aut propinqua urbi degressi sunt: satis visum omittere insulam et in proximo Campaniae aspici. Eo venire patres, eques, magna pars plebis, anxii erga Seianum cuius durior congressus atque eo per ambitum et societate consiliorum parabatur. Satis constabat auctam ei adrogantiam foedum illud in propatulo servitium spectanti; quippe Romae sueti discursus et magnitudine urbis incertum quod quisque ad negotium pergat: ibi campo aut litore iacentes nullo discrimine noctem ac diem iuxta gratiam aut fastus ianitorum perpetiebantur donec id quoque vetitum: et revenere in urbem trepidi quos non sermone, non visu dignatus erat, quidam male alacres quibus infaustae amicitiae gravis exitus imminebat

Traduzione all'italiano


Da allora il nome dei Frisi divenne famoso tra i Germani, mentre Tiberio nascondeva le perdite, per non affidare a nessuno il comando della guerra. Quanto al senato, poco si preoccupava che le regioni estreme dell'impero si coprissero di disonore. Covava negli animi la paura per i fatti interni e si cercava rimedio nell'adulazione. Così, benché esistessero problemi di ben altra natura su cui deliberare, si occupavano di decretare un altare alla Clemenza e uno all'Amicizia, attorniati dalle statue di Tiberio e di Seiano, e insistevano a supplicarli di farsi vedere. Ma essi non si diressero a Roma o nelle sue vicinanze: parve loro bastante lasciare l'isola e farsi vedere nella vicina terra della Campania. Là si portarono senatori, cavalieri e buona parte della plebe, pieni d'ansia nei riguardi di Seiano, le udienze col quale erano ancora più difficoltose, per cui era avvicinabile solo attraverso intrighi e complicità. Era abbastanza evidente quanto fosse cresciuta l'arroganza di lui, che osservava quel miserabile spettacolo di servilismo esposto alla luce del sole. Perché a Roma l'andirivieni è consueto e, per l'estensione della città, non è dato sapere a quali faccende ciascuno sia diretto; là invece, giacendo nei campi o sulla spiaggia, senza distinzione, notte e giorno, subivano il favore o lo sprezzante contegno dei portieri, finché giunse il divieto anche per quella possibilità. Ritornarono perciò a Roma ansiosi quelli che Seiano non aveva degnato d'una parola o d'uno sguardo, sconsideratamente di buon umore alcuni, ed eran quelli su cui sovrastavano le dure conseguenze d'una nefasta amicizia.