Traduzione di Paragrafo 63, Libro 4 di Tacito

Versione originale in latino


Ut coepere dimoveri obruta, concursus ad exanimos complectentium, osculantium; et saepe certamen si con fusior facies sed par forma aut aetas errorem adgnoscentibus fecerat. Quinquaginta hominum milia eo casu debilitata vel obtrita sunt; cautumque in posterum senatus consulto ne quis gladiatorium munus ederet cui minor quadringentorum milium res neve amphitheatrum imponeretur nisi solo firmitatis spectatae. Atilius in exilium actus est. Ceterum sub recentem cladem patuere procerum domus, fomenta et medici passim praebiti, fuitque urbs per illos dies quamquam maesta facie veterum institutis similis, qui magna post proelia saucios largitione et cura sustentabant.

Traduzione all'italiano


Quando si cominciò a rimuovere le macerie, fu un accorrere di gente che abbracciava e baciava i morti; e spesso nascevano contese, se un volto sfigurato, per la somiglianza d'aspetto o d'età, induceva in errore chi cercava di riconoscere i suoi. In quel disastro rimasero mutilate o sfracellate cinquantamila persone. Perciò con un senatoconsulto si provvide, per il futuro, a che nessuno potesse organizzare uno spettacolo di gladiatori con un capitale inferiore a quattrocentomila sesterzi, e a che un anfiteatro sorgesse solo su un terreno di comprovata solidità. Atilio fu cacciato in esilio. Subito dopo il disastro si aprirono le case dei ricchi, per fornire, ovunque, medici e fasciature. Roma, in quei giorni, pur nella visibile mestizia, pareva tornata ai costumi di un tempo, quando, dopo le grandi battaglie, ci si prodigava in cure e aiuti in denaro per i feriti.