Traduzione di Paragrafo 59, Libro 4 di Tacito

Versione originale in latino


Ac forte illis diebus oblatum Caesari anceps periculum auxit vana rumoris praebuitque ipsi materiem cur amicitiae constantiaeque Seiani magis fideret. Vescebantur in villa cui vocabulum Speluncae mare Amunclanum inter et Fundanos montis nativo in specu. Eius os lapsis repente saxis obruit quosdam ministros: hinc metus in omnis et fuga eorum qui convivium celebrabant. Seianus genu voltuque et manibus super Caesarem suspensus opposuit sese incidentibus atque habitu tali repertus est a militibus qui subsidio venerant. Maior ex eo et quamquam exitiosa suaderet ut non sui anxius cum fide audiebatur. Adsimulabatque iudicis partis adversum Germanici stirpem, subditis qui accusatorum nomina sustinerent maximeque insectarentur Neronem proximum successioni et, quamquam modesta iuventa, plerumque tamen quid in praesentiarum conduceret oblitum, dum a libertis et clientibus, apiscendae potentiae properis, extimulator ut erectum et fidentem animi ostenderet: velle id populum Romanum, cupere exercitus, neque ausurum contra Seianum qui nunc patientiam senis et segnitiam iuvenis iuxta insultet.

Traduzione all'italiano


Un pericolo mortale, casualmente corso in quei giorni da Cesare, alimentò voci senza fondamento e offrì a lui motivo per fidarsi ancora di più della amicizia e della totale devozione di Seiano. Banchettavano in una villa, chiamata "La Spelonca" tra il mare di Amincla e i monti di Fondi, dentro una grotta naturale. Massi caduti d'improvviso all'imboccatura della grotta travolsero alcuni servi. Da qui panico generale e la fuga dei partecipanti al banchetto. Seiano, puntando gambe, braccia e volto, inarcato sopra Cesare, gli fece scudo ai sassi che cadevano e in quella posizione fu trovato dai soldati accorsi in aiuto. Da allora divenne ancor più potente e, sebbene i suoi consigli fossero rovinosi, veniva ascoltato con fiducia, perché aveva dimostrato di non curarsi di sé. Si fingeva, ad esempio, giudice imparziale verso i discendenti di Germanico, mentre istigava alcuni a presentarsi in veste di accusatori e perseguitava Nerone, il più vicino alla successione, giovane misurato, ma spesso dimentico delle particolari esigenze del momento e stuzzicato da liberti e clienti, attenti alla scalata del loro potere, a mostrarsi deciso e sicuro di sé: questa - dicevano - è la volontà del popolo romano e il desiderio degli eserciti, e nulla avrebbe osato contro di lui Seiano, che ora giocava con la arrendevolezza di un vecchio e la remissività di un giovane.