Traduzione di Paragrafo 58, Libro 4 di Tacito

Versione originale in latino


Profectio arto comitatu fuit: unus senator consulatu functus, Cocceius Nerva, cui legum peritia, eques Romanus praeter Seianum ex inlustribus Curtius Atticus, ceteri liberalibus studiis praediti, ferme Graeci, quorum sermonibus levaretur. Ferebant periti caelestium iis motibus siderum excessisse Roma Tiberium ut reditus illi negaretur. Unde exitii causa multis fuit properum finem vitae coniectantibus vulgantibusque; neque enim tam incredibilem casum providebant ut undecim per annos libens patria careret. Mox patuit breve confinium artis et falsi veraque quam obscuris tegerentur. Nam in urbem non regressurum haud forte dictum: ceterorum nescii egere, cum propinquo rure aut litore et saepe moenia urbis adsidens extremam senectam compleverit.

Traduzione all'italiano


Partì da Roma con un seguito ristretto: un solo senatore, già console e valente giurista, Cocceio Nerva; oltre a Seiano, un cavaliere romano d'alto rango, Curzio Attico; gli altri erano uomini di cultura, quasi tutti greci, dalla cui conversazione avrebbe tratto sollievo. Affermavano gli astrologi che la partenza di Tiberio da Roma era avvenuta sotto l'influsso di costellazioni che escludevano il suo ritorno: il che fu causa di rovina per molti, i quali ne congetturavano prossima la fine e ne parlavano apertamente, incapaci di prevedere l'incredibile circostanza che rimanesse volontariamente lontano dalla patria per undici anni. Più tardi fu chiaro il breve confine esistente fra scienza ed errore, e da quali oscuri veli sia avvolta la verità. Infatti la profezia che non sarebbe più tornato a Roma non fu avventata; ma per il resto gli astrologi brancolarono nel buio, perché Tiberio, risiedendo in una regione o su una costa vicina e spesso accanto alle mura di Roma, giunse fino ai limiti estremi della vecchiaia.