Traduzione di Paragrafo 53, Libro 4 di Tacito

Versione originale in latino


At Agrippina pervicax irae et morbo corporis implicata, cum viseret eam Caesar, profusis diu ac per silentium lacrimis, mox invidiam et preces orditur: subveniret solitudini, daret maritum; habilem adhuc inventam sibi neque aliud probis quam ex matrimonio solacium; esse in civitate, * * * Germanici coniugem ac liberos eius recipere dignarentur. Sed Caesar non ignarus quantum ex re publica peteretur, ne tamen offensionis aut metus manifestus foret sine responso quamquam instantem reliquit. Id ego, a scriptoribus annalium non traditum, repperi in commentariis Agrippinae filiae quae Neronis principis mater vitam suam et casus suorum posteris memoravit.

Traduzione all'italiano


Agrippina, sempre ostinata nel suo rancore, cadde preda di una malattia; quando Cesare le fa visita, dopo un lungo, silenzioso pianto alterna parole ostili a preghiere: doveva aiutarla a uscire dalla solitudine, dandole un marito; era ancora giovane e fiorente e, per una donna onesta, non restava che la consolazione del matrimonio e non mancava a Roma chi... avrebbe ritenuto un onore accogliere la sposa di Germanico e i suoi figli. Ma Tiberio, perfettamente consapevole delle conseguenze politiche della richiesta, per non lasciar trasparire la sua avversione o il timore, la lasciò, nonostante le insistenze, senza risposta. Queste notizie, non riferite dagli annalisti, le trovo nelle memorie di Agrippina figlia, madre del principe Nerone, la quale raccontò ai posteri la propria vita e le vicende dei suoi familiari.