Traduzione di Paragrafo 5, Libro 4 di Tacito

Versione originale in latino


Italiam utroque mari duae classes, Misenum apud et Ravennam, proximumque Galliae litus rostratae naves praesidebant, quas Actiaca victoria captas Augustus in oppidum Foroiuliense miserat valido cum remige. Sed praecipuum robur Rhenum iuxta, commune in Germanos Gallosque subsidium, octo legiones erant. Hispaniae recens perdomitae tribus habebantur. Mauros Iuba rex acceperat donum populi Romani. Cetera Africae per duas legiones parique numero Aegyptus, dehinc initio ab Syriae usque ad flumen Euphraten, quantum ingenti terrarum sinu ambitur, quattuor legionibus coercita, accolis Hibero Albanoque et aliis regibus qui magnitudine nostra proteguntur adversum extema imperia et Thraeciam Rhoemetalces ac liberi Cotyis, ripamque Danuvii legionum duae in Pannonia, duae in Moesia attinebant, totidem apud Delmatiam locatis, quae positu regionis a tergo illis, ac si repentinum auxilium Italia posceret, haud procul accirentur, quamquam insideret urbem proprius miles, tres urbanae, novem praetoriae cohortes, Etruria ferme Vmbriaque delectae aut vetere Latio et coloniis antiquitus Romanis. At apud idonea provinciarum sociae triremes alaeque et auxilia cohortium, neque multo secus in iis virium: sed persequi incertum fuit, cum ex usu temporis huc illuc mearent, gliscerent numero et aliquando minuerentur.

Traduzione all'italiano


A presidio dell'Italia, sui due mari, stavano due flotte, presso il capo Miseno e a Ravenna; per le vicine coste della Gallia, c'erano le navi rostrate finite nelle mani d'Augusto con la battaglia di Azio e poi inviate nella città di Forum Iulium con buoni equipaggi. Peraltro le forze maggiori, con gli effettivi di otto legioni, erano raccolte presso il Reno, a difesa da Germani e Galli. Occupavano la Spagna, di recente domata, tre legioni. Il re Giuba aveva ricevuto in dono dal popolo romano la Mauritania, mentre il resto dell'Africa era tenuto da due legioni e da altrettante l'Egitto; e poi, a partire dalla Siria fino al fiume Eufrate, tutto questo immenso territorio stava sotto il controllo di quattro legioni, senza contare i popoli confinanti, gli Iberi, gli Albani e altri regni, che il nostro prestigio difende contro potenze esterne. Governavano la Tracia Remetalce e i figli di Coti e controllavano le sponde del Danubio due legioni in Pannonia e due in Mesia, e altrettante avevano stanza in Dalmazia, le quali, disposte in regioni alle spalle di quelle, si potevano richiamare da distanze non grandi, nel caso che l'Italia richiedesse un intervento tempestivo, e questo benché nelle immediate vicinanze di Roma avessero sede reparti speciali, tre coorti urbane e nove pretorie, quasi tutte arruolate in Etruria, in Umbria o nell'antico Lazio e nelle colonie romane di più antica data. In luoghi strategici delle province stavano poi triremi alleate, reparti di cavalleria e coorti ausiliarie, per un complesso di forze non molto inferiori alle legioni: ma sarebbe problematico precisarne gli effettivi, perché i reparti si trasferivano di continuo, secondo le circostanze, e perché erano sottoposti ad aumento e, talvolta, diminuzione di numero.