Traduzione di Paragrafo 48, Libro 4 di Tacito

Versione originale in latino


Translata dehinc castra hostem propter, relictis apud priora munimenta Thraecibus, quos nobis adfuisse memoravi. Iisque permissum vastare, urere, trahere praedas, dum populatio lucem intra sisteretur noctemque in castris tutam et vigilem capesserent. Id primo servatum: mox versi in luxum et raptis opulenti omittere stationes, lascivia epularum aut somno et vino procumbere. Igitur hostes incuria eorum comperta duo agmina parant quorum altero populatores invaderentur, alii castra Romana adpugnarent, non spe capiendi sed ut clamore, telis suo quisque periculo intentus sonorem alterius proelii non acciperet. Tenebrae insuper delectae augendam ad formidinem. Sed qui vallum legionum temptabant facile pelluntur; Thraecum auxilia repentino incursu territa, cum pars munitionibus adiacerent, plures extra palarentur, tanto infensius caesi quanto perfugae et proditores ferre arma ad suum patriaeque servitium incusabantur.

Traduzione all'italiano


Il campo venne quindi spostato in vicinanza del nemico, lasciando nelle precedenti fortificazioni quei Traci, che ho ricordato presenti nelle nostre file. A loro fu consentito di distruggere, incendiare, fare razzie, purché il saccheggio avvenisse nelle ore del giorno e passassero la notte al sicuro e all'erta. L'ordine all'inizio fu rispettato; ma poi, questi Traci, abbandonatisi ai piaceri e colmi di preda, trascuravano la guardia nel disordine delle gozzoviglie o cadevano ubriachi e addormentati. I nemici seppero di questa incuria e organizzarono due schiere, per assalire con la prima i saccheggiatori e attaccare con l'altra il campo romano, non certo pensando di prenderlo, ma perché, nel clamore dello scontro e tra il grandinare dei colpi, intento ciascuno al pericolo personale, non percepissero i rumori dell'altra battaglia. Scelsero per di più una notte buia, per accrescere il panico. Non fu difficile respingere il tentato assalto agli avamposti delle legioni; ma i Traci impegnati al nostro fianco, atterriti dall'improvviso attacco, per essere immersi, in parte, nel sonno presso le postazioni e, i più, sparsi all'esterno al saccheggio, vengono massacrati senza nessuna pietà, proprio perché disprezzati come disertori e traditori, che prendevano le armi per ridurre in schiavitù se stessi e la loro patria.