Traduzione di Paragrafo 46, Libro 4 di Tacito

Versione originale in latino


Lentulo Gaetulico C. Calvisio consulibus decreta triumphi insignia Poppaeo Sabino contusis Thraecum gentibus, qui montium editis incultu atque eo ferocius agitabant. Causa motus super hominum ingenium, quod pati dilectus et validissimum quemque militiae nostrae dare aspernabantor, ne regibus quidem parere nisi ex libidine soliti, aut si mitterent auxilia, suos ductores praeficere nec nisi adversum accolas belligerare. Ac tum rumor incesserat fore ut disiecti aliisque nationibus permixti diversas in terras traherentur. Sed antequam arma inciperent, misere legatos amicitiam obsequiumque memoraturos, et mansura haec si nullo novo onere temptarentur: sin ut victis servitium indiceretur, esse sibi ferrum et iuventutem et promptum libertati aut ad mortem animum. Simul castella rupibus indita conlatosque illuc parentes et coniuges ostentabant bellumque impeditum arduum cruentum minitabantur.

Traduzione all'italiano


[26 d.C.]. Sotto il consolato di Lentulo Getulico e Gaio Calvisio, furono decretate le insegne trionfali a Poppeo Sabino, per aver piegato le tribù tracie, insediate in zone di alta montagna e a un livello di vita primitivo ma, proprio per questo, dotate di una fierezza indomabile. Causa della ribellione, a parte l'indole loro, fu il rifiuto di subire arruolamenti e di consegnare gli uomini migliori al nostro esercito: non erano avvezzi a ubbidire neppure ai loro re, se non in base a una loro scelta; e pretendevano, in caso di invio di loro reparti, comandanti propri e un impiego militare limitato alle tribù vicine. S'era sparsa allora la voce che li aspettava, smembrati e frammisti ad altri popoli, una destinazione in terre lontane. Ma, prima di prendere le armi, avevano mandato loro rappresentanti ad attestare amicizia e obbedienza, da cui non intendevano scostarsi, purché non fossero provocati con nuove imposizioni; se invece si voleva imporre loro la schiavitù, come a dei vinti, avevano armi, giovani e un animo risoluto o alla libertà o alla morte. E indicavano le loro fortezze arroccate sui monti, dove avevano raccolto i genitori e le mogli, minacciando una guerra irta di ostacoli, ardua e cruenta.