Traduzione di Paragrafo 45, Libro 4 di Tacito

Versione originale in latino


Isdem consulibus facinus atrox in citeriore Hispania admissum a quodam agresti nationis Termestinae. Is praetorem provinciae L. Pisonem, pace incuriosum, ex improviso in itinere adortus uno vulnere in mortem adfecit; ac pernicitate equi profugus, postquam saltuosos locos attigerat, dimisso equo per derupta et avia sequentis frustratus est. Neque diu fefellit: nam prenso ductoque per proximos pagos equo cuius foret cognitum. Et repertus cum tormentis edere conscios adigeretur, voce magna sermones patrio frustra se interrogari clamitavit: adsisterent socii ac spectarent; nullam vim tantam doloris fore ut veritatem eliceret. Idemque cum postero ad quaestionem retraheretur, eo nisu proripuit se custodibus saxoque caput adflixit ut statim exanimaretur. Sed Piso Termestinorum dolo caesus habetur; quippe pecunias e publico interceptas acrius quam ut tolerarent barbari cogebat.

Traduzione all'italiano


Nel corso dello stesso anno, venne commesso, nella Spagna citeriore, un feroce delitto da un contadino di Terme. Costui uccise con un sol colpo, assalendolo d'improvviso, il pretore della provincia Lucio Pisone, durante i suoi spostamenti, che avvenivano senza particolari precauzioni, data la situazione di pace; poi fuggì su un cavallo veloce fino a luoghi boscosi e qui, lasciata la bestia, eluse gli inseguitori attraverso dirupi inaccessibili. Ma non sfuggì a lungo, perché il cavallo fu preso e condotto in giro per i villaggi vicini, finché non si venne a sapere chi ne fosse il proprietario. Fu scovato e sottoposto a tortura, perché svelasse il nome dei complici, ma proclamò, nella sua lingua, che lo si interrogava invano; i suoi compagni potevano venire a vederlo: il dolore di nessun tormento gli avrebbe strappato la verità. E costui, mentre veniva ricondotto, il giorno dopo, all'interrogatorio, si svincolò dalle guardie e con la testa si scagliò così violentemente contro una roccia da morire sul colpo. Ma si fa risalire l'assassinio di Pisone a un complotto di Termestini: egli li costringeva infatti a pagare le tasse, da loro frodate all'erario, con una durezza intollerabile per quei barbari.