Traduzione di Paragrafo 32, Libro 4 di Tacito

Versione originale in latino


Pleraque eorum quae rettuli quaeque referam parva forsitan et levia memoratu videri non nescius sum: sed nemo annalis nostros cum scriptura eorum contenderit qui veteres populi Romani res composuere. Ingentia illi bella, expugnationes urbium, fusos captosque reges, aut si quando ad interna praeverterent, discordias consulum adversum tribunos, agrarias frumentariasque leges, plebis et optimatium certamina libero egressu memorabant: nobis in arto et inglorius labor; immota quippe aut modice lacessita pax, maestae urbis res et princeps proferendi imperi incuriosus erat. Non tamen sine usu fuerit introspicere illa primo aspectu levia ex quis magnarum saepe rerum motus oriuntur.

Traduzione all'italiano


Molti dei fatti narrati o che verrò narrando sembreranno forse di scarso rilievo e poco degni di ricordo: ne sono consapevole; ma nessuno vorrà paragonare i miei annali alle opere di scrittori che hanno composto gli antichi fasti del popolo romano. Quelli avevano da ricordare, spaziando liberamente, conflitti grandiosi, espugnazioni di città, re sconfitti o presi prigionieri e, se passavano agli avvenimenti interni, contrasti tra consoli e tribuni, leggi agrarie e frumentarie, lotte tra patrizi e plebei. La mia fatica ha orizzonti ristretti ed è senza gloria: una pace stagnante o con brevi sussulti; a Roma una realtà sconsolante e un principe non interessato a estendere l'impero. Tuttavia non sarà inutile indagare su fatti di scarso rilievo a prima vista, ma capaci di aprire la strada ad avvenimenti di non trascurabile portata.