Traduzione di Paragrafo 20, Libro 4 di Tacito

Versione originale in latino


Saevitum tamen in bona, non ut stipendiariis pecuniae redderentur, quorum nemo repetebat, sed liberalitas Augusti avulsa, computatis singillatim quae fisco petebantur. Ea prima Tiberio erga pecuniam alienam diligentia fuit. Sosia in exilium pellitur Asinii Galli sententia, qui partem bonorum publicandam, pars ut liberis relinqueretur censuerat. Contra M'. Lepidus quartam accusatoribus secundum necessitudinem legis, cetera liberis concessit. Hunc ego Lepidum temporibus illis gravem et sapientem virum fuisse comperior: nam pleraque ab saevis adulationibus aliorum in melius flexit. Neque tamen temperamenti egebat, cum acquabili auctoritate et gratia apud Tiberium viguerit. Unde dubitare cogor fato et sorte nascendi, ut cetera, ita principum inclinatio in hos, offensio in illos, an sit aliquid in nostris consiliis liceatque inter abruptam contumaciam et deforme obsequium pergere iter ambitione ac periculis vacuum. At Messalinus Cotta haud minus claris maioribus sed animo diversus censuit cavendum senatus consulto, ut quamquam insontes magistratus et culpae alienae nescii provincialibus uxorum criminibus proinde quam suis plecterentur.

Traduzione all'italiano


Ciò nonostante si infierì sul suo patrimonio, non per restituire alle province tributarie quel denaro che nessuno pretendeva, ma per togliergli, con calcolo cavilloso, quei beni, dovuti alla generosità di Augusto, ora richiesti dal fisco. Fu il primo esempio di un calcolato interesse in Tiberio per il denaro altrui. Sosia venne inviata in esilio, su proposta di Asinio Gallo, che si era espresso per una parziale confisca dei beni, lasciando il resto ai figli. Marco Lepido invece ne assegnò un quarto agli accusatori, secondo disposizione di legge, e il resto ai figli. Mi risulta essere stato questo Lepido, a quel tempo, persona autorevole e saggia: riuscì infatti a correggere in meglio molte proposte altrui dettate da bieco servilismo. Né doveva ricorrere a sottili equilibrismi, perché mantenne, agli occhi di Tiberio, una autorevolezza pari al favore. Ragion per cui non posso non chiedermi se, come per tutto il resto, il favore dei principi concesso ad alcuni e l'avversione per altri sia un gioco del destino o una fatalità legata alla nascita, oppure se ciò, almeno in parte, non dipenda dalle nostre scelte, e se esista una possibilità, tra l'opposizione frontale e l'osceno servilismo, di procedere per la propria strada, libera da intrighi e pericoli. Messalino Cotta, invece, che vantava antenati non meno nobili, ma era di ben diversa indole, propose al senato una delibera, per cui i magistrati, quand'anche incolpevoli e all'oscuro delle colpe altrui, fossero puniti per i reati a danno dei provinciali commessi dalle mogli, come se si trattasse di colpe personali.