Traduzione di Paragrafo 18, Libro 4 di Tacito

Versione originale in latino


Qua causa C. Silium et Titium Sabinum adgreditur. Amicitia Germanici perniciosa utrique, Silio et quod ingentis exercitus septem per annos moderator partisque apud Germaniam triumphalibus Sacroviriani belli victor, quanto maiore mole procideret, plus formidinis in alios dispergebatur. Credebant plerique auctam offensionem ipsius intemperantia, immodice iactantis snum militem in obsequio duravisse cum alii ad seditiones prolaberentur; neque mansurum Tiberio imperium si iis quoque legionibus cupido novandi fuisset. Destrui per haec fortunam suam Caesar imparemque tanto merito rebatur. Nam beneficia eo usque laeta sunt dum videntur exolvi posse: ubi multum antevenere pro gratia odium redditur.

Traduzione all'italiano


Con questo pretesto, porta il suo attacco contro Gaio Silio e Tizio Sabino. L'amicizia per Germanico risultò rovinosa a entrambi. Contro Silio giocò anche l'aver tenuto il comando di un grande esercito per sette anni e l'aver meritato in Germania, quale vincitore della guerra contro Sacroviro, le insegne trionfali: quanto più rovinosa la caduta, tanto maggiore panico poteva incutere negli altri. Era opinione diffusa che l'avversione di Tiberio avesse trovato altri motivi a causa dell'incauto compiacimento di Silio nel menare esagerato vanto che i suoi soldati erano rimasti al loro posto mentre altri franavano nella rivolta; e che a Tiberio non sarebbe rimasto il potere, se anche le sue legioni avessero nutrito desiderio di rivolgimenti. Cesare vedeva in ciò un pericoloso attentato alla propria posizione e capiva di non poter ripagare un servizio così grande. I benefici infatti sono graditi, finché appare possibile sdebitarsi: se travalicano tale possibilità, alla gratitudine subentra l'odio.