Traduzione di Paragrafo 9, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Piso Delmatico mari tramisso relictisque apud Anconam navibus per Picenum ac mox Flaminiam viam adsequitur legionem, quae e Pannonia in urbem, dein praesidio Africae ducebatur: eaque res agitata rumoribus ut in agmine atque itinere crebro se militibus ostentavisset. Ab Narnia, vitandae suspicionis an quia pavidis consilia in incerto sunt, Nare ac mox Tiberi devectus auxit vulgi iras, quia navem tumulo Caesarum adpulerat dieque et ripa frequenti, magno clientium agmine ipse, feminarum comitatu Plancina et vultu alacres incessere. Fuit inter inritamenta invidiae domus foro imminens festa ornatu conviviumque et epulae et celebritate loci nihil occultum.

Traduzione all'italiano


Pisone, varcato il mare di Dalmazia e lasciate le navi ad Ancona, attraversa il Piceno e poi lungo la via Flaminia raggiunse la legione che rientrava a Roma dalla Pannonia, per ripartire come guarnigione in Africa; e furono oggetto di commento i suoi ostentati contatti con i soldati nella colonna in marcia. Ma, a partire da Narni, o per evitare sospetti o perché le mosse di chi ha paura non sono all'insegna della coerenza, scese lungo il corso della Nera e poi del Tevere; e finì per aggravare lo sdegno della gente il suo approdo presso la tomba dei Cesari, in pieno giorno e in un momento di grande affollamento sulla riva: lui circondato da uno stuolo di clienti e Plancina col suo seguito di donne, si fecero avanti, col volto raggiante. Contribuirono ad acuire l'ostilità la sua casa, prospiciente il foro, ornata a festa, i convitati e il banchetto; e in quel luogo così affollato tutto era sotto gli occhi di tutti.