Traduzione di Paragrafo 8, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


At Piso praemisso in urbem filio datisque mandatis per quae principem molliret ad Drusum pergit, quem haud fratris interitu trucem quam remoto aemulo acquiorem sibi sperabat. Tiberius quo integrum iudicium ostentaret, exceptum comiter iuvenem sueta erga filios familiarum nobilis liberalitate auget. Drusus Pisoni, si vera forent quae iacerentur, praecipuum in dolore suum locum respondit: sed malle falsa et inania nec cuiquam mortem Germanici exitiosam esse. Haec palam et vitato omni secreto; neque dubitabantur praescripta ei a Tiberio, cum incallidus alioqui et facilis iuventa senilibus tum artibus uteretur.

Traduzione all'italiano


Pisone intanto, fattosi precedere a Roma dal figlio con precise istruzioni su come ammansire il principe, si reca da Druso, contando di averlo, non già aggressivamente ostile per la scomparsa del fratello, bensì dalla sua, per avergli sgombrato il campo da un rivale. Tiberio, per ostentare un giudizio imparziale, riceve il giovane con tono affabile e lo fa segno della generosità solitamente riservata ai figli di nobili famiglie. Da parte sua Druso risponde a Pisone che, se i sospetti diffusi si fossero rivelati fondati, sarebbe stato il primo a dolersene, ma preferiva pensarli falsi e inconsistenti, non volendo che la morte di Germanico recasse rovina a nessuno. Tale risposta fu data alla luce del sole, evitando incontri riservati; si trattava - lo si teneva per certo - di suggerimenti di Tiberio, se ora Druso, ingenuo in altre occasioni e preda dei suoi slanci giovanili, si regolava con la consumata scaltrezza di un vecchio.