Traduzione di Paragrafo 75, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Obiere eo anno viri inlustres Asinius Saloninus, Marco Agrippa et Pollione Asinio avis, fratre Druso insignis Caesarique progener destinatus, et Capito Ateius, de quo memoravi, principem in civitate locum studiis civilibus adsecutus, sed avo centurione Sullano, patre praetorio. Consulatum ei adceleraverat Augustus ut Labeonem Antistium isdem artibus praecellentem dignatione eius magistratus antiret. Namque illa aetas duo pacis decora simul tulit: sed Labeo incorrupta libertate et ob id fama celebratior, Capitonis obsequium dominantibus magis probabatur. Illi quod praeturam intra stetit commendatio ex iniuria, huic quod consulatum adeptus est odium ex invidia oriebatur.

Traduzione all'italiano


Morirono, in quell'anno, personaggi illustri come Asinio Salonino, nipote di Marco Agrippa e di Asinio Pollione, noto quale fratello di Druso e promesso sposo a una nipote di Tiberio, e come Ateio Capitone, di cui ho già fatto cenno, che aveva raggiunto a Roma la posizione di maggior autorità tra gli studiosi del diritto, benché avesse per nonno un centurione di Silla e il padre fosse stato solo pretore. Augusto gli aveva reso più rapida la carriera al consolato, in modo che, col prestigio di quella carica, potesse prevalere su Antistio Labeone, eccellente anche lui nello stesso campo. Quell'età aveva infatti generato, nello stesso tempo, questi due benemeriti ingegni di pace. Ma Labeone, dall'incorrotto senso della libertà, ebbe fama più alta. La deferenza di Capitone verso chi comanda, lo rese loro più accettabile. Labeone, proprio perché non andò oltre la pretura, derivò, da questo torto, pubblica stima; nei confronti dell'altro, per aver egli avuto il consolato, nascevano, dall'invidia, delle ostilità.