Traduzione di Paragrafo 74, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Nam quia ille robore exercitus impar, furandi melior, pluris per globos incursaret eluderetque et insidias simul temptaret, tres incessus, totidem agmina parantur. Ex quis Cornelius Scipio legatus praefuit qua praedatio in Leptitanos et suffugia Garamantum; alio latere, ne Cirtensium pagi impune traherentur, propriam manum Blaesus filius duxit: medio cum delectis, castella et munitiones idoneis locis imponens, dux ipse arta et infensa hostibus cuncta fecerat, quia, quoquo inclinarent, pars aliqua militis Romani in ore, in latere et saepe a tergo erat; multique eo modo caesi aut circumventi. Tunc tripertitum exercitum pluris in manus dispergit praeponitque centuriones virtutis expertae. Nec, ut mos fuerat, acta aestate retrahit copias aut in hibernaculis veteris provinciae componit, sed ut in limine belli dispositis castellis per expeditos et solitudinum gnaros mutantem mapalia Tacfarinatem proturbabat, donec fratre eius capto regressus est, properantius tamen quam ex utilitate sociorum, relictis per quos resurgeret bellum. Sed Tiberius pro confecto interpretatus id quoque Blaeso tribuit ut imperator a legionibus salutaretur, prisco erga duces honore qui bene gesta re publica gaudio et impetu victoris exercitus conclamabantur; erantque plures simul imperatores nec super ceterorum aequalitatem. Concessit quibusdam et Augustus id vocabulum ac tunc Tiberius Blaeso postremum.

Traduzione all'italiano


Tacfarinate, contando su un esercito inferiore per consistenza militare, ma più efficiente nei colpi di mano, attaccava con bande sparse e sfuggiva al contatto nemico, per poi organizzare subito imboscate; perciò, vengono disposte tre direttrici d'attacco e altrettanti contingenti. Di questi uno, al comando del legato Cornelio Scipione, operava nella zona in cui i nemici compivano incursioni contro gli abitanti di Leptis, per poi rifugiarsi presso i Garamanti; sul fianco opposto, il figlio di Bleso aveva reparti ai propri ordini per impedire l'impunito saccheggio dei villaggi attorno a Cirta. Al centro, con truppe scelte, dislocando piazzeforti e ridotte in luoghi strategici, il comandante aveva molto limitato e rese scarsamente sicure tutte quante le zone d'operazione dei nemici, perché, ovunque essi puntassero, ci fossero sempre reparti romani, di fronte, sui fianchi e, spesso, alle spalle; e così molti furono uccisi o circondati. A questo punto, l'esercito, già tripartito, viene suddiviso da Bleso in numerosi manipoli, affidati a centurioni di provato valore. E, diversamente dalla solita prassi, non ritirò le sue truppe alla fine dell'estate, per dislocarle nei quartieri invernali della vecchia provincia, ma, quasi entrasse allora in guerra, organizzato un sistema di piazzeforti, servendosi di soldati armati alla leggera e pratici del deserto, ricacciava progressivamente indietro Tacfarinate, costretto a mutare sempre gli attendamenti, finché, catturatone il fratello, Bleso ripiegò; ma troppo presto per il bisogno di sicurezza degli alleati, perché erano rimasti uomini capaci di ridar fiato al conflitto. Tiberio peraltro considerò la guerra come conclusa e attribuì a Bleso anche l'onore di essere salutato [i]imperator[/i] dalle sue legioni, antico onore riservato ai comandanti che, per i loro meriti verso lo stato, venivano acclamati in questo modo dall'esercito vittorioso, in preda alla gioia e all'entusiasmo. Potevano esserci contemporaneamente più [i]imperatores[/i], pur restando su un piano di parità con gli altri cittadini. Anche Augusto concesse questo titolo ad alcuni, e Tiberio lo concesse a Bleso, in quell'occasione, per l'ultima volta.