Traduzione di Paragrafo 68, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Tiberius quae in Silanum parabat quo excusatius sub exemplo acciperentur, libellos divi Augusti de Voleso Messala eiusdem Asiae pro consule factumque in eum senatus consultum recitari iubet. Tum L. Pisonem sententiam rogat. Ille multum de clementia principis praefatus aqua atque igni Silano interdicendum censuit ipsumque in insulam Gyarum relegandum. Eadem ceteri, nisi quod Cn. Lentulus separanda Silani materna bona, quippe Atia parente geniti, reddendaque filio dixit, adnuente Tiberio.

Traduzione all'italiano


Tiberio, per avallare, con un precedente, i provvedimenti che intendeva prendere contro Silano, ordina di leggere in senato l'atto d'accusa del divo Augusto contro Voleso Messalla, anch'egli proconsole d'Asia, e il decreto emesso dal senato contro di lui. Poi chiede a Lucio Pisone di esprimere il suo parere. Questi, dopo una lunga premessa sulla clemenza del principe, propose di infliggere l'esilio a Silano e di relegarlo nell'isola di Giaro. Gli altri si allinearono sulla sua proposta, salvo il suggerimento avanzato da Gneo Lentulo di separare, nella confisca, i beni materni di Silano (perché era nato da una Azia) e di restituirli al figlio. Tiberio acconsentì.