Traduzione di Paragrafo 66, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Paulatim dehinc ab indecoris ad infesta transgrediebantur. C. Silanum pro consule Asiae repetundarum a sociis postulatum Mamercus Scaurus e consularibus, Iunius Otho praetor, Bruttedius Niger aedilis simul corripiunt obiectantque violatum Augusti numen, spretam Tiberii maiestatem, Mamercus antiqua exempla iaciens, L. Cottam a Scipione Africano, Servium Galbam a Catone censorio, P. Rutilium a M. Scauro accusatos. Videlicet Scipio et Cato talia ulciscebantur aut ille Scaurus, quem proavum suum obprobrium maiorum Mamercus infami opera dehonestabat. Iunio Othoni litterarium ludum exercere vetus ars fuit: mox Seiani potentia senator obscura initia impudentibus ausis propolluebat. Bruttedium artibus honestis copiosum et, si rectum iter pergeret, ad clarissima quaeque iturum festinatio extimulabat, dum aequalis, dein superiores, postremo suasmet ipse spes antire parat: quod multos etiam bonos pessum dedit, qui spretis quae tarda cum securitate praematura vel cum exitio properant.

Traduzione all'italiano


Costoro intanto però passavano gradatamente dalla bassezza all'aggressività. Il proconsole d'Asia Gaio Silano, già messo sotto accusa dagli alleati per concussione, subisce le violente accuse, combinate, del consolare Mamerco Scauro, del pretore Giunio Otone e dell'edile Bruttedio Nigro, che gli contestavano d'aver violato la divinità d'Augusto e disprezzato la maestà di Tiberio. Mamerco sfodera esempi antichi: Lucio Cotta accusato da Scipione l'Africano, Servio Galba da Catone il Censore, Publio Rutilio da Marco Scauro. Ma era chiaro che ben altre colpe intendevano punire Scipione e Catone o quel famoso Scauro, che ora il pronipote Mamerco, vergogna dei suoi antenati, disonorava con un comportamento infame. Vecchia professione di Giunio Otone era stata quella di maestro di scuola; poi, fatto senatore grazie al potente appoggio di Seiano, contaminava ulteriormente la bassezza delle sue origini con una impudente sfrontatezza. Bruttedio, ampiamente dotato d'ingegno, poteva raggiungere, se avesse seguito la retta via, gli obiettivi più luminosi ma, sopraffatto dall'arrivismo, si accinse prima a superare quelli del suo livello, poi quelli in condizioni più alte e infine le sue stesse speranze. Tale atteggiamento ha condotto alla rovina anche persone capaci e meritevoli, le quali, sprezzando risultati lenti ma certi, forzano le cose in modo prematuro, anche a rischio di rovinarsi.