Traduzione di Paragrafo 64, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Sub idem tempus Iuliae Augustae valetudo atrox necessitudinem principi fecit festinati in urbem reditus, sincera adhuc inter matrem filiumque concordia sive occultis odiis. Neque enim multo ante, cum haud procul theatro Marcelli effigiem divo Augusto Iulia dicaret, Tiberi nomen suo postscripserat, idque ille credebatur ut inferius maiestate principis gravi et dissimulata offensione abdidisse. Set tum supplicia dis ludique magni ab senatu decernuntur, quos pontifices et augures et quindecimviri septemviris simul et sodalibus Augustalibus ederent. Censuerat L. Apronius ut fetiales quoque iis ludis praesiderent. Contra dixit Caesar, distincto sacerdotiorum iure et repetitis exemplis: neque enim umquam fetialibus hoc maiestatis fuisse. Ideo Augustalis adiectos quia proprium eius domus sacerdotium esset pro qua vota persolverentur.

Traduzione all'italiano


In quei giorni una grave malattia di Giulia Augusta costrinse il principe a un frettoloso ritorno a Roma, e ciò sia che vi fosse ancora una sincera concordia tra madre e figlio oppure nonostante i dissimulati risentimenti. Infatti, non molto prima, Giulia, nel consacrare una statua al divo Augusto non lontano dal teatro di Marcello, aveva fatto seguire il nome di Tiberio al suo, episodio che si voleva da lui ritenuto offensivo della dignità imperiale, ma non rilevato pur nel suo cupo e dissimulato risentimento. In quella circostanza dunque il senato decretò suppliche agli dèi e solenni giochi votivi, la cui organizzazione era affidata ai pontefici, agli auguri, ai quindecemviri insieme ai settemviri e agli Augustali. Lucio Apronio aveva proposto che vi presiedessero anche i feziali. Ma Tiberio espresse parere contrario, richiamando la distinzione delle funzioni sacerdotali e gli esempi di tutta una tradizione: mai infatti ai feziali era toccato tanto onore; quanto agli Augustali, la loro aggregazione si spiegava col fatto che il loro collegio riguardava proprio la famiglia, per la quale si scioglievano i voti.