Traduzione di Paragrafo 58, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Inter quae provincia Africa Iunio Blaeso prorogata, Servius Maluginensis flamen Dialis ut Asiam sorte haberet postulavit, frustra vulgatum dictitans non licere Dialibus egredi Italia neque aliud ius suum quam Martialium Quirinaliumque flaminum: porro, si hi duxissent provincias, cur Dialibus id vetitum? Nulla de eo populi scita, non in libris caerimoniarum reperiri. Saepe pontifices Dialia sacra fecisse si flamen valetudine aut munere publico impediretur. Quinque et septuaginta annis post Cornelii Merulae caedem neminem suffectum neque tamen cessavisse religiones. Quod si per tot annos possit non creari nullo sacrorum damno, quanto facilius afuturum ad unius anni proconsulare imperium? Privatis olim simultatibus effectum ut a pontificibus maximis ire in provincias prohiberentur: nunc deum munere summum pontificum etiam summum hominum esse, non aemulationi, non odio aut privatis adfectionibus obnoxium.

Traduzione all'italiano


Intanto, dopo la proroga a Giunio Bleso del governo nella provincia d'Africa, il flamine diale Servio Maluginense chiese di poter concorrere al sorteggio per la provincia d'Asia, sostenendo l'inesattezza dell'opinione corrente, per cui si faceva divieto ai flamini diali di uscire dall'Italia, convinto che i loro diritti non differivano da quelli dei flamini di Marte e Quirino: quindi, se loro avevano retto province, perché vietarlo ai diali? In merito poi non esistevano deliberazioni prese dal popolo o disposizioni nei testi cerimoniali. Spesso i pontefici avevano celebrato i riti diali, quando un flamine era impedito per cause di salute o pubblici incarichi. Settantacinque anni dopo il suicidio di Cornelio Merola nessuno l'aveva sostituito, e non per questo i riti religiosi erano stati sospesi. Se dunque era stato possibile non nominarne uno per tanti anni senza danno per il culto, tanto più facilmente poteva stare assente un solo anno e ricoprire la carica di proconsole. E se tempo addietro era accaduto che i pontefici massimi impedissero ai diali di andare nelle province, ciò era avvenuto solo per rancori privati; ma ora, per grazia degli dèi, era sommo pontefice anche il sommo degli uomini, non soggetto a invidie, a odio e a risentimenti personali.