Traduzione di Paragrafo 51, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Solus Lepido Rubellius Blandus e consularibus adsensit: ceteri sententiam Agrippae secuti, ductusque in carcerem Priscus ac statim exanimatus. Id Tiberius solitis sibi ambagibus apud senatum incusavit, cum extolleret pietatem quamvis modicas principis iniurias acriter ulciscentium, deprecare tam praecipitis verborum poenas, laudaret Lepidum neque Agrippam argueret. Igitur factum senatus consultum ne decreta patrum ante diem [decimum] ad aerarium deferrentur idque vitae spatium damnatis prorogaretur. Sed non senatui libertas ad paenitendum erat neque Tiberius interiectu temporis mitigabatur.

Traduzione all'italiano


Solo Rubellio Blando, fra i consolari, assentì alla proposta di Lepido. Gli altri si schierarono con Agrippa, e Prisco venne condotto in carcere e subito giustiziato. Tiberio, con l'abituale ambiguità, avanzò critiche al senato: mentre esaltava la devozione di chi puniva severamente le offese, anche modeste, recate al principe, deplorava che si punisse, con tanta avventatezza, per delle semplici parole; lodava Lepido, senza però biasimare Agrippa. Si passò dunque ad approvare una delibera, secondo cui i decreti del senato non si sarebbero depositati all'erario che dopo dieci giorni, e così, per tale periodo, si prorogava la vita dei condannati. Il senato però non aveva facoltà di ricredersi e Tiberio, col passare del tempo, non mitigava certo il suo animo.