Traduzione di Paragrafo 49, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Fine anni Clutorium Priscum equitem Romanum, post celebre carmen quo Germanici suprema defleverat, pecunia donatum a Caesare, corripuit delator, obiectans aegro Druso composuisse quod, si extinctus foret, maiore praemio vulgaretur. Id Clutorius in domo P. Petronii socru eius Vitellia coram multisque inlustribus feminis per vaniloquentiam legerat. Ut delator extitit, ceteris ad dicendum testimonium exterritis, sola Vitellia nihil se audivisse adseveravit. Sed arguentibus ad perniciem plus fidei fuit, sententiaque Haterii Agrippae consulis designati indictum reo ultimum supplicium.

Traduzione all'italiano


Sul finire dell'anno, un delatore travolse il cavaliere romano Clutorio Prisco, già beneficiato da Tiberio con una somma di denaro per un carme famoso, in cui piangeva la morte di Germanico; l'accusa era di aver composto, durante una malattia di Druso, un altro carme che, pubblicato in caso di morte, gli avrebbe assicurato un premio ancora più grande. Clutorio l'aveva recitato in casa di Publio Petronio, alla presenza della suocera di questi, Vitellia, e di molte donne della nobiltà, per vanità di scrittore. Di fronte al delatore, mentre le altre, indotte dalla paura, confermarono i fatti con la loro testimonianza, solo Vitellia affermò di non aver udito nulla. Ebbero, però, maggior credito le accuse di chi gli preparava la rovina e, su proposta del console designato Aterio Agrippa, venne richiesta per l'accusato la pena di morte.