Traduzione di Paragrafo 48, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Sub idem tempus ut mors Sulpicii Quirini publicis exequiis frequentaretur petivit a senatu. Nihil ad veterem et patriciam Sulpiciorum familiam Quirinius pertinuit, ortus apud municipium Lanuvium: sed impiger militiae et acribus ministeriis consulatum sub divo Augusto, mox expugnatis per Ciliciam Homonadensium castellis insignia triumphi adeptus, datusque rector G. Caesari Armeniam optinenti. Tiberium quoque Rhodi agentem coluerat: quod tunc patefecit in senatu, laudatis in se officiis et incusato M. Lollio, quem auctorem Gaio Caesari pravitatis et discordiarum arguebat. Sed ceteris haud laeta memoria Quirini erat ob intenta, ut memoravi, Lepidae pericula sordidamque et praepotentem senectam.

Traduzione all'italiano


In quel torno di tempo, chiese al senato che, per la morte di Sulpicio Quirinio, fossero celebrati funerali di stato. Quirinio non ebbe nulla a che fare con l'antica famiglia patrizia dei Sulpicii, perché era nato nel municipio di Lanuvio; ma la sua efficienza militare e lo scrupoloso esercizio delle sue funzioni gli erano valsi il consolato sotto il divo Augusto e poi le insegne trionfali, dopo l'espugnazione delle fortezze degli Omonadesi in Cilicia; quindi, assegnato come consigliere a Gaio Cesare nel governo dell'Armenia, aveva reso omaggio anche a Tiberio, al tempo del suo ritiro a Rodi. Questo allora Tiberio rammentò in senato, con parole di lode per le cortesie ricevute e con espressioni di rimprovero per Marco Lollio, al quale imputava di aver suscitato la discordia e l'avversione di Gaio Cesare nei suoi confronti. Ma il ricordo di Quirinio era tutt'altro che gradito agli altri per l'azione intentata, come già ricordato, contro Lepida e per la sua vecchiaia sordida e prepotente.