Traduzione di Paragrafo 45, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Interim Silius cum legionibus duabus incedens praemissa auxiliari manu vastat Sequanorum pagos qui finium extremi et Aeduis contermini sociique in armis erant. Mox Augustodunum petit propero agmine, certantibus inter se signiferis, fremente etiam gregario milite, ne suetam requiem, ne spatia noctium opperiretur: viderent modo adversos et aspicerentur; id satis ad victoriam. Duodecimum apud lapidem Sacrovir copiaeque patentibus locis apparuere. In fronte statuerat ferratos, in cornibus cohortis, a tergo semermos. Ipse inter primores equo insigni adire, memorare veteres Gallorum glorias quaeque Romanis adversa intulissent; quam decora victoribus libertas, quanto intolerantior servitus iterum victis.

Traduzione all'italiano


Silio intanto avanzando con due legioni e facendosi precedere da un corpo di ausiliari, devasta i villaggi dei Sequani posti all'estremità del territorio, al confine con gli Edui, loro alleati nella guerra. Punta poi rapido su Augustoduno: rivaleggiavano gli alfieri in velocità e anche i soldati semplici esprimevano insofferenza per i ritardi dovuti al consueto riposo e alle soste notturne: contava solo - dicevano - vedere il nemico di fronte ed essere visti: questo bastava per vincere. A dodici miglia dalla città furono avvistati, in campo aperto, Sacroviro e le sue truppe. In prima linea aveva schierato gli uomini catafratti di ferro, le coorti con armi regolari ai lati e, dietro, i male armati. Sacroviro, fra gli altri capi, cavalcava su uno splendido destriero e rievocava le antiche glorie dei Galli e tutte le sconfitte da loro inflitte ai Romani: tanto sarebbe stata bella la libertà per loro in caso di vittoria quanto più insopportabile la schiavitù dopo una seconda sconfitta.