Traduzione di Paragrafo 41, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Haud ferme ulla civitas intacta seminibus eius motus fuit: sed erupere primi Andecavi ac Turoni. Quorum Andecavos Acilius Aviola legatus excita cohorte quae Lugduni praesidium agitabat coercuit. Turoni legionario milite quem Visellius Varro inferioris Germaniae legatus miserat oppressi eodem Aviola duce et quibusdam Galliarum primoribus, qui tulere auxilium quo dissimularent defectionem magisque in tempore efferrent. Spectatus et Sacrovir intecto capite pugnam pro Romanis ciens ostentandae, ut ferebat, virtutis: sed captivi ne incesseretur telis adgnoscendum se praebuisse arguebant. Consultus super eo Tiberius aspernatus est indicium aluitque dubitatione bellum.

Traduzione all'italiano


Quasi nessuna popolazione rimase immune dal germe della rivolta; ma i primi a sollevarsi furono gli Andecavi e i Turoni. Quanto ai primi, riuscì a sopraffarli il legato Acilio Aviola, con una coorte richiamata da Lione, dov'era di stanza. I Turoni dovettero cedere ai legionari, inviati dal legato della Germania inferiore Visellio Varrone agli ordini dello stesso Aviola e di alcuni capi delle Gallie, accorsi a offrire il loro aiuto per dissimulare la rivolta e rimandarla a un momento migliore. Fu notato anche Sacroviro impegnarsi, a capo scoperto, per i Romani, a dimostrazione, come lui sosteneva, del proprio valore; ma, stando all'accusa dei prigionieri, si era reso riconoscibile per non essere bersagliato dai dardi dei suoi. Tiberio, consultato in proposito, non raccolse quegli elementi d'accusa e, coi suoi scrupoli, finì per alimentare la guerra.