Traduzione di Paragrafo 4, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Dies quo reliquiae tumulo Augusti inferebantur modo per silentium vastus, modo ploratibus inquies; plena urbis itinera, conlucentes per campum Martis faces. Illic miles cum armis, sine insignibus magistratus, populus per tribus concidisse rem publicam, nihil spei reliquum clamitabant, promptius apertiusque quam ut meminisse imperitantium crederes. Nihil tamen Tiberium magis penetravit quam studia hominum accensa in Agrippinam, cum decus patriae, solum Augusti sanguinem, unicum antiquitatis specimen appellarent versique ad caelum ac deos integram illi subolem ac superstitem iniquorum precarentur.

Traduzione all'italiano


Il giorno del trasferimento dei resti di Germanico nella tomba d'Augusto a tratti la città fu immersa in un profondo silenzio, a tratti fu scossa da fremiti di pianto: erano affollate le strade di Roma, e brillavano le fiaccole nel Campo di Marte. Lì i soldati in armi, i magistrati senza insegne, il popolo ripartito in tribù, tutti gridavano che lo stato era perduto e ogni speranza caduta, con convinzione e franchezza tali da far pensare che avessero dimenticato chi li dominava. Nulla peraltro ferì Tiberio più dell'entusiastico trasporto popolare verso Agrippina, che chiamavano onore della patria, solo vero sangue d'Augusto, esempio unico delle antiche virtù, mentre, rivolti al cielo e agli dèi, li pregavano di conservarle intatta la prole al riparo delle trame dei malvagi.