Traduzione di Paragrafo 29, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Per idem tempus Neronem e liberis Germanici iam ingressum iuventam commendavit patribus, utque munere capessendi vigintiviratus solveretur et quinquennio maturius quam per leges quaesturam peteret non sine inrisu audientium postulavit. Praetendebat sibi atque fratri decreta eadem petente Augusto. Sed neque tum fuisse dubitaverim qui eius modi preces occulti inluderent: ac tamen initia fastigii Caesaribus erant magisque in oculis vetus mos, et privignis cum vitrico levior necessitudo quam avo adversum nepotem. Additur pontificatus et quo primum die forum ingressus est congiarium plebi admodum laetae quod Germanici stirpem iam puberem aspiciebat. Auctum dehinc gaudium nuptiis Neronis et Iuliae Drusi filiae. Utque haec secundo rumore ita adversis animis acceptum quod filio Claudii socer Seianus destinaretur. Polluisse nobilitatem familiae videbatur suspectumque iam nimiae spei Seianum ultra extulisse.

Traduzione all'italiano


Nel medesimo periodo Tiberio raccomandò al senato Nerone, uno dei figli di Germanico, ormai alle soglie dell'età giovanile, e chiese per lui, non senza ironici commenti da parte di chi lo ascoltava, la dispensa dai doveri del vigintivirato, per poter assumere la questura con anticipo di cinque anni rispetto alla legge. Avanzava un precedente: la concessione ottenuta, per lui stesso e il fratello, su richiesta di Augusto. Ma non dubito che, anche allora, ci sia stato chi abbia accolto con dissimulata ironia richieste di tal genere; e sì che allora la potenza dei Cesari era nella fase iniziale di crescita, e l'antica tradizione più viva e meglio visibile, e meno stretta la parentela di un padrino col figliastro di quella tra nonno e nipote. Comunque il senato gli assegnò anche il pontificato e, il giorno del suo ingresso ufficiale nel foro, concesse un'elargizione alla plebe, felice di vedere ormai giunto alla pubertà un figlio di Germanico. La gioia poi crebbe per le nozze di Nerone con Giulia, figlia di Druso. Se questa notizia venne commentata con favore, altrettanto grande fu l'ostilità manifestata quando si seppe che Seiano era destinato come suocero al figlio di Claudio. Pareva che Tiberio avesse contaminato la nobiltà della famiglia e innalzato oltre misura Seiano, già sospetto di eccessiva ambizione.