Traduzione di Paragrafo 2, Libro 3 di Tacito

Versione originale in latino


Miserat duas pmetorias cohortis Caesar, addito ut magistratus Calabriae Apulique et Campani suprema erga memoriam filii sui munera fungerentur. Igitur trlbunorum centurionumque umeris cineres portabantur; praecedebant incompta signa, versi fasces; atque ubi colonias transgrederentur, atrata plebes, trabeati equites pro opibus loci vestem odores aliaque funerum sollemnia cremabant. Etiam quorum diversa oppida, tamen obvii et victimas atque aras dis Manibus statuentes lacrimis et conclamationibus dolorem testabantur. Drusus Tarracinam progressus est cum Claudio fratre liberisque Germanici, qui in urbe fuerant. Consules M. Valerius et M. Aurelius (iam enim magistratum occeperant; et senatus ac magna pars populi viam complevere, dislecti et ut cuique libitum flentes; aberat quippe adulatio, gnaris omnibus laetam Tlberio Germanici mortem male dissimulari.

Traduzione all'italiano


Tiberio aveva mandato due coorti pretorie con l'ordine che i funzionari della Calabria, della Puglia e della Campania rendessero le estreme onoranze alla memoria del proprio figlio. Le ceneri erano portate a spalla da tribuni e centurioni; precedevano insegne senza ornamenti e i fasci volti verso terra; al passaggio del corteo attraverso le città, la folla vestita a lutto e i cavalieri in trabea bruciavano, secondo le possibilità del luogo, vesti, profumi e altre offerte funebri. Anche gli abitanti dei borghi fuori strada si facevano tuttavia incontro e, offrendo vittime e altari agli dèi Mani, testimoniavano con lacrime e grida il loro dolore. Druso mosse incontro fino a Terracina col fratello Claudio e i figli di Germanico, già rientrati a Roma. I consoli Marco Valerio e Marco Aurelio (ormai entrai in carica) e il senato e gran parte del popolo affollavano la via in disordine e dando sfogo, ciascuno a suo modo, al pianto; mancavano tracce di adulazione, nella generale consapevolezza che Tiberio stentava a celare il compiacimento per la morte di Germanico.